
Albenga. Si è conclusa con otto arresti la prima parte di un’operazione antidroga condotta dai carabinieri della Compagnia di Imperia, con i colleghi della Compagnia di Lercara Friddi. Il blitz è scattato all’alba di sabato 20 agosto e arresti e perquisizioni sono proseguiti, fino ad oggi, tra Imperia e il suo entroterra, Albenga e Lercara Friddi.
Sono tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di aver messo in piedi una vasta attività di spaccio, in prevalenza di cocaina, per rifornire il mercato dell’Imperiese. L’indagine ha preso le mosse, nel febbraio del 2010, quando i carabinieri hanno notato un insolito viavai intorno al salone di bellezza Artemia di via De Marchi, di proprietà di Giuseppe Seminero, 30 anni, palermitano di origine ma residente ad Imperia.
In particolare, tanti entravano nell’attività commerciale e ne uscivano, dopo pochi minuti, senza mostrare i segni di alcun intervento estetico. La successiva attività di osservazione ha permesso poi di legare il nome di Seminerio a quello di Silvio Credaro, 30 anni, imperiese. I due, talvolta insieme, a volte da soli, erano soliti fare troppe volte la spola con Albenga, anche quattro volte nella stessa serata, dove andavano a rifornirsi di cocaina da Jaouad El Khatabi e Mohamed Mizouari, due clandestini marocchini rispettivamente di 26 e 31 anni.
Rifornitisi di stupefacente, i due lo rivendevano nel centro estetico oppure lo consegnavano al domicilio di alcuni consumatori o piccoli spacciatori che a loro volta la rivendevano. Fra questi da segnalare: Maurizio Milea, 41 anni, manovale imperiese, che oltre a spacciare la cocaina di Seminerio e Credaro, si riforniva di eroina da Alessandro Malaspina, 39 anni, agricoltore di Dolcedo.
Nel corso dell’indagine, peraltro, è emerso che il duo Seminario-Credaro, per far fronte alle numerose richieste di stupefacente, talvolta si approvvigionava anche da due albanesi: Albert Bullari e Hysen Sulkja, residenti a Pontedassio, arrestati dai carabinieri, nel marzo 2010, perché trovati in possesso di 35 grammi di cocaina.
Il nome di Seminerio era già emerso nelle indagini condotte fra il 2006 ed il 2008 quando, con le operazioni “Filo d’Arianna” e “Beautiful life”, che portarono, rispettivamente a 22 e 7 arresti, i carabinieri sgominarono un’altra organizzazione dedita allo spaccio di cocaina. All’epoca, però, il suo nome risultava fra i consumatori dello stupefacente: il vuoto venutosi a creare sul lato dell’ “offerta” con gli arresti precedenti deve averlo spinto a cercare di colmare questa assenza inducendolo a trasformarsi da mero consumatore in spacciatore.
Con non molta fortuna, visto non solo l’esito giudiziario, ma anche il fatto che da qualche mese era rientrato nella natia Lercara Friddi, dove aveva aperto un esercizio di parrucchiere, costretto, pare, da un po’ troppi debiti insoluti nel giro dello stupefacente.