
Provincia. Il presidente della Provincia di Savona, ente a rischio di soppressione alla luce della manovra ferragostana, sarà a Roma per la riunione convocata dall’Upi contro il provvedimento che cancellerebbe le Province sotto i 300.000 abitanti o i 3000 chilometri quadrati. La riunione speciale si terrà mercoledì prossimo, alle ore 15, nella Sala della Presidenza dell’Upi e seguirà gli incontri già previsti in mattinata tra i vertici dell’associazione, nei quali, accanto ai risvolti istituzionali, sarà analizzato anche l’impatto economico della manovra sui bilanci delle Province. Savona, Imperia e La Spezia, a rischio, ma anche Genova, probabilmente arriveranno nella capitale con un progetto condiviso.
“Definiremo insieme – afferma il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione – una strategia unitaria per contrastare questa manovra che, intervenendo in maniera del tutto improvvisata sul quadro istituzionale del Paese, non ha fatto altro che gettare nel caos le comunità”.
“Accanto all’emergenza dettata dal tentativo di cancellare le Province con un decreto legge, che contrasteremo in ogni modo – sottolinea Castiglione – c’è infatti la gravità di una manovra che interviene di nuovo, per la terza volta nel giro di un mese, su Province e Comuni, tagliando risorse destinate ai servizi per i cittadini. I nostri bilanci sono ridotti all’osso: negli ultimi tre anni le entrate e le spese sono diminuite di oltre l’11%, con un taglio di oltre 1,5 miliardi. Sono state tagliate le spese per la politica, con il taglio del 20% dei compensi degli amministratori provinciali e la riduzione di giunte e consigli; abbiamo ridotto dell’80% le spese per le missioni, per la comunicazione e l’informazione, per la realizzazione di eventi sui territori; abbiamo ridotto dell’11% anche le spese per il personale”.
“E’ una ‘roba’ di agosto che però potrebbe gravare per i prossimi anni”. Così Vaccarezza ha definito la manovra finanziaria, perorando l’idea di un referendum per l’accorpamento degli enti intermedi di Savona e Imperia a Cuneo per un progetto che coinvolga anche la Costa Azzurra.
“Vogliono mettere mano all’ordinamento amministrativo del Paese, allora noi, come territorio, vogliamo dire che cosa ci conviene – ha detto il titolare di Palazzo Nervi – In questo caso significa stare con Cuneo e realizzare quel progetto, che molti sognano da anni, della Provincia delle Alpi marittime. Speriamo di indire un referendum tra i cittadini delle Province di Savona e Imperia per arrivare a questo, rivendicando la nostra libertà di scelta. Noi preferiamo guardare ad uno sviluppo che unisca il porto di Savona, le risorse della Riviera di Ponente con la ricchezza economica del Cuneese, tre gambe di un progetto che può reggere lo sviluppo territoriale strizzando l’occhio alla Costa Azzurra. Del resto già adesso realizziamo molto di più con la Camera di Commercio di Nizza che non con quella di Genova, così come concretizziamo molto di più in termini economici incontrandoci con l’amministrazione provinciale di Cuneo piuttosto che con quella di Genova”.