
Savona. “Savona che guarda ad Imperia e Cuneo anzichè a Genova? Aspettiamo di vedere come sarà la manovra ed il taglio effettivo previsto per gli enti locali e la loro riorganizzazione, prima di avventurarci in prospettive che restano teoriche e solo sulla carta. Siamo nella fase del decreto, il documento non è ancora legge vera e propria”. Lo afferma il vice sindaco di Savona Paolo Gaggero, che per conto del Comune savonese entra nel dibattito sui tagli e gli accorpamenti che sembrano profilarsi per comuni e provice italiane, con ripercussioni anche nel savonese.
“Auspicando una serie di modifiche che possano calibrare bene e riequilibrare i sacrifici necessari, ritengo che Savona possa guardare anche a levante della nostra regione, se non proprio Genova come città perchè no con Arenzano, Cogoleto e, naturalmente, Varazze, Celle e Albisola? E’ vero che esistono legami con Imperia e Cuneo ma non sottovaluterei le altrettante connessioni economiche, logistiche e anche infrastrutturali con la città capoluogo di Regione – afferma il vice sindaco Gaggero -. Altro punto è l’aspetto di architettura istituzionale con le relative modifiche normative che servirebbero per creare nuove province, per lo più quelle di carattere interregionale. Per unire Savona, Imperia e Cuneo sarebbe infatti necessaria una legge costituzionale, cosa che non dovrebbe avvenire in caso di una fusione di Savona con Genova (in quanto nella stessa regione), una strada, quindi, giuridicamente più semplice da perseguire. Infine – conclude il vice sindaco Gaggero -, mi sembra sbagliato che Genova diventi città metropolitana e mantenga anche la provincia, o uno o l’altro…”.