
Liguria. Le misure previste nella manovra “sono contro la Democrazia e ammazzano e colpiscono in maniera vergognosa la partecipazione dei giovani alle istituzioni. Il Senato intervenga e modifichi le norme sugli enti locali”: è quanto chiede Giacomo D’Arrigo, coordinatore nazionale Anci Giovane e componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Anci.
“I Comuni – afferma – sono il livello istituzionale in cui più alta è la partecipazione dei giovani, il solo livello che permette l’accesso degli under 35 a ruoli di responsabilità: i giovani sindaci, assessori e consiglieri comunali sono tantissimi, la stragrande maggioranza di questi, circa l’80%, è presente nei piccoli Comuni e svolge il proprio compito in maniera volontaria, gratuita e con senso civico, impegnandosi a migliorare comunità che altrimenti sarebbero abbandonate; rappresentano le sentinelle generazionali nei territori e stanno rivitalizzando i piccoli centri e i borghi invertendo la tendenza che vedeva i giovani scappare dalle piccole comunità e che invece scelgono di essere attivi in maniera volontaristica”. “In questo quadro – si domanda D’arrigo – il Governo che fa? Con un colpo di penna ammazza Comuni, comunità e partecipazione dei giovani disegnandoli come casta e sprechi. Chiediamo al Ministro della Gioventù di intervenire a tutela dei suoi coetanei che ogni giorno servono il Paese anche se lontani da Roma. Chiediamo al ministro Meloni di porre una questione generazionale vera, che vede nei Comuni il luogo dove questa si fa concreta concreta”.
In vista dell’appuntamento promosso da Anci per il 29 agosto a Milano, su Facebook Anci Giovane sta raccogliendo moltissime adesioni con lo slogan “W i Comuni d’Italia!”. In poche ore, sono tantissimi i ragazzi che hanno aderito e si stanno mobilitando e che saranno presenti alla manifestazione.
“Saremo a Milano a manifestare. I sindaci dei comuni più piccoli hanno ragione e non sono conservatori, ma persone che fanno volontariato civico. Sono altre le strade da percorrere per aumentare l’efficienza, senza mettere in discussione un tessuto vitale di impegno civico al limite del puro volontariato. Si valuti caso per caso e si chiedano obiettivi vincolanti di risparmio”: è quanto afferma Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie e sindaco di Pisa, che annuncia l’adesione alla manifestazione promossa dal coordinamento dei piccoli Comuni dell’Anci che si terrà lunedì prossimo a Milano. “Servono gestioni associate dei servizi comunali – dice – per rafforzare ed estendere un patrimonio di esperienze che si stanno già praticando da anni, anche senza particolari obblighi di legge. In questo modo si possono ottenere gli stessi obiettivi. E si può intervenire nella composizione degli organi di governo contenendo i costi, senza annullare le piccole comunità locali”.
“Il governo, per fare uno spot facile quanto inutile – aggiunge – invece aggredisce l’anello più debole della filiera istituzionale, ma evita di fare i conti con le inefficienze ministeriali, gli alti costi del centralismo burocratico e della politica nazionale. Tutti i sindaci dei piccoli Comuni costano quanto una ventina di deputati – sottolinea – eppure sembra che lì, sulle pendici di una montagna, siano i grandi centri di costo dove si anniderebbero i campioni della cosiddetta casta dei politici. E ciò mentre la riforma del Parlamento, con il Senato federale e la metà dei parlamentari eletti, non è ancora all’ordine del giorno”. “Bisogna stare attenti a non alimentare il rancore sociale a scapito del debole di turno e a cavalcare l’arma molto pericolosa della demagogia a basso costo” conclude Filippeschi.