
Liguria. “No alla soppressione di consigli e giunte dei comuni con meno di 1.000 abitanti. Stralciare l’articolo 16 dalla manovra e affrontare nella Carta delle autonomie il tema delle gestioni associate e delle unioni di comuni. Su questi obiettivi occorre in questi giorni sviluppare la più forte e unitaria mobilitazione”. Lo affermano in un comunicato congiunto Mauro Guerra, Coordinatore nazionale della Consulta Anci dei piccoli Comuni che parteciperà il 26 agosto a Roma alla manifestazione indetta dall’Anpci e Franca Biglio, presidente Anpci, che interverrà alla manifestazione del 29 agosto a Milano promossa dall’Anci.
Intanto un incontro urgente con i segretari dei partiti politici “per condividere, in tema di manovra-bis, proposte e suggerimenti, consapevoli che una fase così difficile possa essere affrontata e superata solo con la massima coesione istituzionale, nel rispetto dei reciproci ruoli e compiti”, è stata la richiesta che Osvaldo Napoli e Graziano Delrio, rispettivamente presidente facente funzioni e vicepresidente vicario dell’Anci hanno affidato ad una lettera inviata oggi agli stessi segretari di partito.
“I Comuni con l’Anci – scrivono Napoli e Delrio – ritengono le misure contenute nel decreto legge n.138 inadeguate a cogliere la sfida del rigore, dello sviluppo e dell’equita, ed in particolare pericolose per il futuro istituzionale degli stessi Comuni”. Nel ricordare che Anci “in questi anni ha contribuito, in nome degli interessi dei Comuni e nel perseguimento dell’interesse generale del Paese, al processo di riforme in senso federale ed autonomistico del sistema istituzionale, assicurando nel contempo il miglior contributo al processo di risanamento dei conti pubblici”, Napoli e Delrio rilevano che “purtroppo, con questo provvedimento, ancora una volta siamo obbligati a constatare che le idee e i principi dell’autonomia e della responsabilità sono mortificati da una logica antitetica ed inaccettabile di mortificazione dei territori e degli enti locali”.
“Ciò che ci preoccupa maggiormente – proseguono – è che si tratta di misure finanziarie che determineranno un peggioramento della qualità della vita dei nostri cittadini, nonché sul piano istituzionale una grave situazione di incertezza e confusione derivante da norme incongruenti e inapplicabili”. “Crediamo nelle nostre ragioni – concludono Napoli e Delrio – e siamo persuasi dell’equilibrio e correttezza delle nostre proposte ed idee. Auspichiamo che il confronto parlamentare, il dibattito fra le forze politiche possa consentire di cancellare o correggere alcune previsioni e a tal fine”. Da qui, la richiesta di un incontro urgente “per condividere proposte e suggerimenti, consapevoli che una fase così difficile possa essere affrontata e superata solo con la massima coesione istituzionale, nel rispetto dei reciproci ruoli e compiti”.