
Loano. I cittadini loanesi “mugugnano” per i lavori che hanno costretto alla chiusura del Ponte Monumentale che conduce al Santuario di Monte Carmelo. Dal Comune però rispondono che, pur compredendo le ragioni delle proteste, non c’erano altre possibilità: “C’è protesta e lo capiamo. Ci rendiamo conto del disagio che diamo con questo lavoro. L’intervento però era assolutamente imprescindibile: è un lavoro di consolidamento del ponte di Monte Carmelo, è un’opera monumentale e va fatto. Abbiamo tentato con la direzione lavori di comprimere il lavoro il più possibile però questi dieci o quindici giorni di disagio sono inevitabili” spiega Aldo Caballini dirigente ufficio tecnico comunale.
“La strada alternativa c’è, purtroppo è lunga perché in effetti fa il giro da San Damiano ed arriva dallo svincolo di Pietra Ligure – osserva il dirigente del comune -. Per chi abita a ridosso del Carmelo è un disagio notevole e la strada diventa lunga. C’è la possibilità magari di lasciare la macchina qui per un pò di tempo e fare un pezzo a piedi. Con l’impresa abbiamo fatto il possibile per avere la garanzia del passaggio pedonale. Ripeto, purtroppo, più che renderci conto del disagio non possiamo fare”
“Non ci sono soluzioni alternative da qui alla fine dei lavori. Si tratta solo si pazientare e fare un pochino di strada in più con l’auto. Questo era il periodo migliore, con l’inizio delle scuole sarebbe stato impossibile fare l’intervento e il disagio sarebbe stato peggiore” conclude Caballini. La chiusura del ponte veicolare, salvo sorprese, è prevista fino al 12 settembre.
L’opposizione, pur riconoscendo che l’intervento è necessario, però è critica. Dino Sandre osserva: “Sul lavoro non si può dire nulla perché è da fare, è da tanto tempo che deve essere fatto. E’ stato pensato, progettato e finanziato già nel 2006. Nel merito del lavoro, lo ripeto, quindi non si può dire nulla: il consolidamento è da fare, inoltre il ponte è un bene artistico che deve essere conservato e rivalutato. Si rimane però un pò stupiti dal fatto che dal 2006 c’era questo progetto e ci ritroviamo oggi a chiedere scusa alla cittadinanza perché gli si crea disagio e non c’è alternativa”.
“Quindi senza dubbio un appunto all’amministrazione si può fare, a quella precedente ed a quella attuale, perché in 4 anni forse si poteva fare qualcosa di più. Si poteva contattare i proprietari di una strada privata per vedere di coinvolgerli in questa situazione, almeno per dare meno disagio. E poi si doveva informare la popolazione, soprattutto i residenti di questa zona, decisamente prima” aggiunge Sandre.
“Bisognava convocarli e vedere se c’era la possibilità di trovare una soluzione alternativa e comunque fargli sapere. I residenti sono stati informati una settimana fa con dei manifesti senza che gli venisse offerta una soluzione. La strada per Pietra Ligure non è certamente adeguata” prosegue Dino Sandre che conslude: “Le alternative non sono state trovate e quindi possiamo solo augurarci che i tempi di realizzazione siano rispettati e che le condizioni meteo aiutino”.
“Siamo molto arrabbiati tutti quanti, anche perché ci sentiamo presi per il fondoschiena – commenta una della residenti della zona -. Noi, abitanti di questo quartiere, non sapevamo che il ponte sarebbe stato chiuso totalmente ma credevamo che fosse a senso unico alternato. Quando abbiamo scoperto che non era così logicamente era troppo tardi per muoverci. Ci siamo mossi con delle lettere e raccolte firme e venerdì sera siamo stati contattati dal vicesindaco che ci aveva tranquillizzati dicendo che il ponte sarebbe stato aperto a senso unico alternato. Questa mattina purtroppo la realtà dei fatti è altra”.
“Qui c’è gente che è malata e ha bisogno di cure e che non può permettersi di fare il giro proposto dall’amministrazione comunale. Questo Comune ci manda nel territorio di Pietra Ligure, non è una strada alternativa questa. Non è una strada nostra ed una strada disastrata che potrebbe causare gravi incidenti. Molte persone rischiano di rimanere bloccate qui” aggiunge la residente.
“Sicuramente qualche iniziativa si cercherà di fare. Cercheremo di limitare gli spostamenti ma sarà difficile. Io sono costretto a lasciare mia mamma, che è anziana, a casa ed è una bella preoccupazione” racconta un altro residente.