
Varazze. Una strada provinciale da riassestare, una ventina di rivi da ripristinare, le case da mettere in sicurezza: di fatto una vallata da restituire ai suoi abitanti. E’ la frazione di Casanova la spina nel fianco dell’amministrazione varazzina, alle prese con i danni alluvionali a oltre nove mesi di distanza dagli eventi calamitosi. Nonostante la visita del capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, e dei vertici regionali, il sindaco Giovanni Delfino continua ad essere preoccupato.
“Come somma urgenza ci verrà rimborsate una parte delle spese, il 70%, mentre il 30% restante per noi significa più di un milione di euro. Questo ci fa saltare patto di stabilità – ragiona il primo cittadino – E per noi Comune alluvionato sarebbe tragico. Ringrazio sentitamente Gabrielli e Burlando perché quando siamo andati a battere cassa a Palazzo Chigi, sia come Governo sia come Regione, hanno preso impegni che, pur a distanza di 10 mesi, si stanno vedendo negli stanziamenti economici”.
“Però – aggiunge – sul territorio permane il pericolo perché quello che temo, come si è visto anche con le piogge estive, è che la viabilità di Casanova peggiori e siano a rischio ancora le case. Certo, contiamo subito di mettere in pristino la strada provinciale per Casanova, che sta rischiando di isolare l’entroterra collinare e mettendo in pericolo altre abitazioni. Non vogliamo che continui la situazione di emergenza. Appena ci daranno i quattrini e saremo in grado di appaltare, prima dell’inverno, cominceremo a lavorare”.
Una ventina ancora le persone che vivono fuori delle loro abitazioni dallo scorso ottobre, chi in canonica, chi presso parenti o amici e chi in affitto. La preoccupazione maggiore è che non si raggiunga uno standard minimo di sicurezza per il nucleo abitativo di Casanova entro l’inverno, in quanto nuovi possibili flagelli alluvionali provocherebbero il peggio.
“Il Tesoro non ci consente di spendere di più neanche in caso di alluvione, ma probabilmente facendo un patto di stabilità regionale, dovremmo riuscire a cambiare qualcosa – ha spiegato il presidente della Regione, Claudio Burlando, commissario straordinario per l’alluvione – Se qualche Comune, qualche Provincia e magari noi stessi spendessimo di meno, potremmo dare l’occasione ad alcuni Comuni, che devono utilizzare anche risorse proprie, oltre a quelle nazionali, per porre rimedio ai danni dell’alluvione. In pratica si riuscirebbe a derogare il patto di stabilità, però in un quadro in cui a livello regionale si rimane lo stesso dentro al patto”.