“Che le sagre non debbano far politica è una affermazione che mi trova pienamente d’accordo, ma che la politica non sia amministrazione questo mi pare assurdo, e amministrazione coinvolge anche le offerte turistiche che Albenga può proporre.
Sono molto contento che nella replica del Sindaco alla mia critica sulla sovrapposizione di eventi (e non parlo solo delle bellissime manifestazioni dell’ultimo weekend), si evidenzi in maniera chiara che la mie osservazioni di carattere amministrativo sono personali e fatte come segretario di un partito di opposizione (infatti mi attaccano personalmente) e non hanno mai voluto rappresentare la posizione degli organizzatori di Sagralea (da sempre apartitici), per i quali nutro il massimo rispetto e porto da anni il mio personale piccolo contributo per la riuscita della rassegna; purtroppo nell’intervento dell’amministrazione non si leggono risposte alle mie domande, anzi si evidenziano molte contraddizioni.
Le sagre non fanno politica abbiamo detto: sono in pieno accordo! Ma allora perchè l’amministrazione era schierata in una sola sagra (e non solo i residenti della frazione come dichiarato dal Sindaco); liberi di fare quello che vogliono, ma ‘qui nessuno è fesso’ e mi pare chiaro che la prova di forza messa in atto dal Sindaco per recuperare consensi in una frazione che non la vede molto amata (che si fa pure un comizio personale alla serata finale togliendo spazio ai veri protagonisti, cioè quelli della sportiva) a danno dell’offerta turistica e dell’equilibrio fra le manifestazioni sia un atto da condannare severamente ed è quello che ho fatto. Il silenzio della Giunta è assordante e mi piacerebbe avere risposte da chi rappresenta l’agricoltura o le realtà frazionali albenganesi, sapendo che cosa pensano di questa mancanza di equilibrio, e sapendo come l’unica rassegna di prodotti agricoli della zona possa esser poco considerata in questo modo; non è un problema di offerta gastronomica (troppa in Albenga in questo momento e mi chiedo se non sia dannosa per gli operatori del settore) nel senso che la cucina, alla rassegna del Pigato, fa da cornice alla presenza degli operatori del vino e alla mostra mercato, che sono i protagonisti delle serate, e maggiore è l’affluenza e migliore può esser negli anni l’offerta dei prodotti e la tipologia degli stand.
Tengo in seria considerazione le critiche per la Festa Democratica, evento che ha certo bisogno di innovare ma che ha qualche aspetto positivo: abbiamo animato per 4 giorni un luogo abbandonato dall’amministrazione (piazza Europa) non essendo neppure in grado di garantire pulizia e atti vandalici e di sfruttare il meraviglioso fortino con le sue ricchezze culturali. Abbiamo fatto incassare al comune oltre 2000 euro fra affissioni e suolo pubblico. Abbiamo fatto partecipare il circolo di Villanova…con l’idea di unire il comprensorio e non di dividere una città come qualcuno sta facendo con questo stile amministrativo. Sentivo il bisogno, e lo sentivano probabilmente i dirigenti della Macchia verde, dei prodighi consigli e dell’approfondita analisi del signor Ciangherotti, che non fa mai mancare una saggia parole; peccato che le manifestazioni di successo nel caotico panorama turistico albenganese le abbiano organizzate altre associazioni e non l’assessorato al Turismo, il più passivo nell’ultimo secolo”.