
Albenga. “Tutto ebbe inizio in Liguria, a Ceriale…”. Iniziava così la confessione davanti ai giudici di Mario Maccione, uno dei ragazzi delle Bestie di Satana, quando in un’aula di Tribunale ricostruiva per la prima volta la storia dei riti satanici compiuti dal gruppo attivo nella zona di Varese. La setta protagonista di una serie di omicidi venuti alla luce nel 2004 scelse la cittadina del ponente savonese per il primo rito davanti ad una stella a cinque punte.
“Al bastione del Cinquecento che si erge nel centro del paese” specificava Maccione. Era il luglio del 1996 quando i componenti della setta si ritrovarono a Ceriale, per le vacanze estive con i loro genitori, e da lì cominciò il percorso satanista. A distanza di anni il capo stesso della banda, Paolo “Ozzy” Leoni, si trasforma in una sorta di benefattore per un personaggio significativo del ponente ingauno: Beppe Zerlottin, il titolare del chiosco che quattro mesi fa ha subito un attentato incendiario a danno della sua struttura all’angolo di piazza del Popolo ad Albenga. Paolo Leoni, infatti, condannato all’ergastolo per i delitti delle Bestie di Satana, ha realizzato nel carcere di Sanremo, dove sta scontando la pena, i nuovi infissi del chiosco-bar di Zerlottin.
Gli infissi in alluminio sono stati regalati al proprietario del locale, che aveva subito l’attentato incendiario. Il lavoro è stato coordinato dalla cooperativa La Galeotta. Oltre a Leoni, ritenuto colpevole di tre omicidi, vi hanno partecipato altri tre carcerati, tra cui Alessio Conti, condannato a 23 anni e mezzo per l’omicidio, nel 2005 a Vado Ligure, di Daniela Carelli.