“In merito al potenziamento della Centrale di Vado- Quiliano, il sindaco di Vado, citando la prescrizione A23 contenuta nella Valutazione impatto Ambientale del 27 luglio 2009, ha ricordato quanto in essa disposto in modo inequivocabile e cioè che prima dell’inizio dei lavori dovrà essere prodotto uno studio epidemiologico ai fini di evidenziare la presenza o meno di patologie collegate agli inquinanti emessi dalla centrale.
Crediamo che in uno stato di diritto, dove si rispettino le leggi e le disposizioni a seguito di procedimenti avvenuti secondo la legge, alla prescrizione deve essere dato seguito con puntuale ottemperanza: non ci possono essere dubbi. Tuttavia nel merito della citata prescrizione oggi (16/7/2011) leggiamo alla pagina 23 del Secolo XIX che ‘In regione, l’assessore all’ambiente rassicura (ci domandiamo chi debba essere rassicurato e perché ): ‘E’ effettivamente un passo da rivedere … I lavori partiranno senza ritardi… Anche perché dover aspettare l’indagine per poter aprire i cantieri sarebbe un’imposizione che va contro il principio, accolto da tutti, di migliorare la situazione ambientale della zona. L’obbiettivo di tutti è migliorare il quadro delle emissioni e non certo di far funzionare per molti anni i vecchi gruppi’
Solo due considerazioni: lei Assessore afferma: ‘i lavori partiranno senza ritardi … anche perché aspettare un’indagine per poter aprire i cantieri…’ Se l’indagine epidemiologica è prescritta prima dell’inizio dei lavori, la si ottempera punto e basta: credevamo che l’interpretazione, come dire, ‘elastica’ delle norme e l’applicazione delle stesse ‘ad aziendam’ appartenesse ad altre culture… Lei afferma anche: ‘L’obbiettivo di tutti è migliorare il quadro delle emissioni e non certo di far funzionare per molti anni i vecchi gruppi’. Cose già sentite dal Presidente della Regione ‘non decidere avrebbe significato tenersi due gruppi a carbone vecchi di quarant’anni e molto inquinanti e il parco carbone scoperto, quindi un danno ambientale colossale’.
Francamente non ne possiamo più di questa vecchia, e pensiamo improponibile, litania che crediamo di aver sentito più volte da Marson/Vaccarezza: Lei Assessore e Lei Presidente sapete benissimo che i gruppi non possono restare come sono, ma per legge e senza condizioni dovevano già da anni (almeno dal 2007) essere adeguati alle migliori tecnologie secondo l’A.I.A. I gruppi continuano a funzionare nonostante siano privi di tali adeguamenti. Chi ha la responsabilità di averli fatti funzionare così fino ad oggi? Alla prevedibile risposta che sarebbe compito del Ministero, obiettiamo che i sindaci hanno più e più volte sollecitato l’AIA e quindi Vi chiediamo formalmente: come Amministratori regionali che cosa avete fatto in questo senso per pretendere quanto dovuto per la tutela della salute dei cittadini? Quali passi formali avete prodotto affinché i vecchi gruppi fossero adeguati secondo legge? Quali provvedimenti avete preso in tutti questi anni per ovviare a questa situazione quando apprendiamo dalle vostre stesse parole di ‘gruppi molto inquinanti.. danno ambientale colossale?’
In un recente comunicato (14 luglio) I Consiglieri del Gruppo provinciale savonese del PD” affermano: ‘Solo dopo l’AIA e dopo una accurata valutazione sanitaria ed epidemiologica del territorio (altra richiesta dei Sindaci) si procederà con la realizzazione del primo nuovo gruppo’. Chiediamo ai Consiglieri Provinciali del PD: come si concilia la vostra affermazione con quella dell’Assessore Briano: ‘i lavori partiranno senza ritardi … anche perché aspettare un’indagine per poter aprire i cantieri…?’. Restiamo in attesa di sollecite, inequivocabili e anche pubbliche risposte affinché i cittadini possano avere un quadro su come si decide per il loro futuro”.
Uniti per la Salute Onlus