
Liguria. Slitta a giovedì 21 luglio lo sciopero del trasporto regionale dei treni che i sindacati avevano indetto da questa sera alle 21 di domenica. Lo hanno deciso le segreterie dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Fast in seguito alla proclamazione dello sciopero nazionale sul contratto della mobilità.
“Le motivazioni che ci hanno portato a questa vertenza, sono diverse, strettamente aziendali, incentrate, per la maggior parte, sulla mancanza di personale in quasi tutti i settori del trasporto regionale” avevano spiegato in una nota sindacale al momento dell’annuncio dello sciopero.
“Da quando abbiamo iniziato la vertenza sono successe diverse cose – proseguiva la nota -, che non aiutano certo il trasporto su ferro nella nostra regione: alla Liguria, come alle altre regioni, non sono arrivati i finanziamenti stabiliti per il trasporto pubblico locale (50 milioni di euro). La giunta regionale, non avendoli materialmente, non li ha inseriti a bilancio. Una quota parte di questi soldi era destinata a coprire alcuni tagli effettuati sul contratto di servizio di Trenitalia. La conseguenza sarà un ulteriore taglio, per il solo mese di agosto, dei treni metropolitani e, da settembre, altre soppressioni di convogli in tutta la regione. La mancanza di personale, soprattutto fra i capitreno, legata all’inizio delle ferie estive, ha provocato delle erronee valutazioni aziendali, portando alla soppressione di numerosi treni in tutta la regione”.
“Noi è mesi che avvertivamo la presenza di questo problema e cercavamo di porre soluzioni, che non sono state ascoltate. L’arrivo di Arenaways in Liguria è un dato di fatto. E’ di difficile interpretazione l’atteggiamento della Regione. Ben vengano i privati sui binari, se il loro arrivo porta un miglioramento del servizio in termini qualitativi e quantitativi per l’utenza, nel rispetto dei diritti dei lavoratori. La Regione, però dovrebbe tenere un atteggiamento neutro, poiché ha un contratto con una Società per effettuare il trasporto regionale su ferro. Quindi – avevano concluso i sindacati -, viste le risorse pubbliche destinate a ciò, bisogna che si cerchi di ottenere il massimo da questa società, non favorire le concorrenti”.