
Vado Ligure. I lavori per l’ampliamento della centrale a carbone di Vado Ligure, il cui progetto è stato approvato mercoledì dalla Conferenza dei servizi a Roma, potrebbero slittare di sei o otto anni. Lo ha reso noto il sindaco di Vado Ligure, Attilio Caviglia, intervenendo oggi ad una emittente radiofonica, spiegando come “nella questione ampliamento che si è dibattuta a Roma, c’è una prescrizione, la A23, che dice che prima degli inizi dei lavori deve essere effettuata un’indagine epidemiologica. L’indicazione è della Via (procedura amministrativa di valutazione di impatto ambientale)”.
“Un’indagine seria dura tra i sei e gli otto anni” ha precisato Caviglia. Il sindaco non ha nascosto che questo vincolo verrà utilizzato per frenare l’ampliamento che l’altro giorno ha avuto il via libera dalla conferenza dei servizi riunitasi a Roma. “La cosa importante – ha aggiunto – sono le indagini sulla salute e i monitoraggi dell’aria. Il problema vero di questo accordo, infatti, non è tanto il nuovo gruppo elettrogeno, ma che i due gruppi vecchi, obsoleti tecnologicamente, rimarranno in funzione rispettivamente per sei e otto anni”.