
Vado/Quiliano. “Sinistra Ecologia Libertà esprime un giudizio critico, di non soddisfazione e di preoccupazione per il metodo e il merito delle scelte fatte, nonostante i pareri contrari dei Comuni di Vado Ligure e di Quiliano. SEL ritiene che limitare il coinvolgimento alle sole espressioni della Giunta regionale sia profondamente sbagliato”. Lo afferma in una nota Sinistra Ecologia e Libertà dopo aver valutato nell’assemblea federale savonese il procedimento per l’autorizzazione di una sezione alimentata a carbone della potenza elettrica di 460 MW presso la centrale termoelettrica di Vado Ligure – Quiliano, stabilito nell’ultima Conferenza dei servizi.
“Il parere espresso dalla Regione Liguria ha di fatto portato a conclusione la conferenza dei servizi avviata dal Ministero per lo Sviluppo Economico, su richiesta di Tirreno Power, avvallando tutti i suoi atti precedenti compresi la Valutazione d’Impatto Ambientale fatta dal Ministero dell’Ambiente e rigettando i pareri e le autorevoli osservazioni espresse nel procedimento” sottolinea Sel.
“La scelta fatta dalla Regione Liguria e spinta dalla Provincia di Savona ha un’importanza storico/strategica di fondamentale rilevanza: inverte una tendenza e accetta per la prima volta, da quando la Centrale è stata realizzata, la volontà e l’impostazione, da sempre sostenute nelle diverse fasi storiche e politiche di questi anni, dai diversi Ministeri dell’Industria dei diversi Governi e dai diversi proprietari/gestori di Centrale che si sono succeduti, di arrivare alla costruzione di nuovi gruppi o nuovi potenziamenti a carbone della Centrale Vado L. – Quiliano”.
“Questo è il dato di rilevanza politico accettato e condiviso: la strategicità del potenziamento della combustione a carbone della centrale come modello di sviluppo e di prospettiva di questa comunità e di questo territorio” prosegue la nota.
“In questo contesto già critico, la scelta della strategicità della combustione a carbone nella centrale Vado L. – Quiliano si va a inserire accanto alla scelta, precedentemente fatta, della strategicità della piattaforma multipurpose e dell’insediamento del nuovo centro logistico Nordiconad nello stesso contesto territoriale e senza una valutazione dell’impatto complessivo prodotto, senza una programmazione d’insieme accettando l’impostazione delle approvazioni e delle analisi separate”.
“Riteniamo che all’interno dell’iter procedurale vi siano ampie zone di rischio che potrebbero essere colmate tra accordi che tagliano, di fatto, fuori i Comuni e i territori. Appena gli atti ufficiali della conferenza saranno a disposizione li studieremo e li valuteremo con molta attenzione. Avvieremo un ulteriore confronto con il consigliare regionale SEL Matteo Rossi, con gli Amministratori e Consiglieri SEL nei Comuni del comprensorio e con le strutture del Partito, dal nazionale al regionale, ai Circoli, per valutare le posizioni e le iniziative da intraprendere in base alle condizioni politiche e procedurali in essere” conclude la nota.