
Carcare. Ieri sera, nei locali della SOMS di Carcare si è svolta un’assemblea pubblica per discutere della situazione della seconda classe, ad indirizzo linguistico, del liceo Calasanzio di Carcare. All’incontro, che ha portato a risultati positivi vista la promessa che una seconda classe linguistica si farà, hanno partecipato anche due rappresentanti dell’Idv, il consigliere regionale Stefano Quaini ed il coordinatore cairese Stefano Cossu.
“Vogliamo esprimere piena soddisfazione per lo sblocco della questione con conseguente assicurazione della costituzione della seconda sezione di indirizzo nel contempo fare i complimenti ai ragazzi e alle loro famiglie che si sono spesi per la riuscita positiva di tale battaglia, assicurando comunque il proprio impegno e disponibilità sino al decreto che metterà nero su bianco l’esistenza della seconda classe di indirizzo linguistico e ridarà definitivamente ai ragazzi il sacrosanto diritto di decidere del proprio futuro” dicono Quaini e Cossu.
Per una situazione che si sblocca però ce n’è una che resta in alto mare: “Altra faccenda, purtroppo, per la scuola primaria di Bragno. Riteniamo inaccettabile la situazione che si sta venendo a creare intorno alla scuola primaria di Bragno a seguito dell’attuazzione della riforma scolastica del ministro Gelmini che riduce il numero minimo di studenti per formare una classe e nel contempo aumenta il numero massimo andando a creare di fatto delle classi troppo numerose di difficile gestione ed al contempo con una ricaduta obbligata sulla qualità dell’insegnamento ai ragazzi” spiegano i due membri dell’Idv.
“Inaccettabile vedersi negare e non riconoscere una classe prima con 10 bambini iscritti perchè il numero minimo per il ministero è di 15, dimostrando così un disinteresse eclatante verso la qualità e di conseguenza verso il futuro dei nostri ragazzi perseguendo di fatto un progetto di smembramento della scuola pubblica in favore di un’istruzione privata che non tutti potranno permettersi tornando così ad una divisione in caste tipico dell’età medievale. Siamo convinti che questa situazione, se non fermata in tempo, porterà alla chiusura della scuola di Bragno, in quanto quest’anno mancherà la classe prima, l’anno prossimo la seconda e così via, trasformandola di fatto in una scuola ad esaurimento” aggiungono Quaini e Cossu.
“Per questo motivo, già da questa mattinata, ci attiveremo a chiedere al provveditorato agli studi regionale un’incontro urgente e nel contempo invitiamo tutti i genitori ad iscrivere i loro bambini a Bragno, perchè le iscrizioni, che dir si voglia, non sono ancora chiuse e Bragno non può e non deve perdere la sua scuola” concludono i due esponenti dell’Italia dei Valori.