
Albenga/Cairo. La conferma è arrivata direttamente oggi dall’assessore regionale alla sanità Claudio Montaldo, che nell’ambito del piano di riassetto delle strutture di emergenza della rete ospedaliera ligure ha dato il via ad una delibera che verrà discussa nel prossimo Consiglio regionale. I pesanti tagli a cui la Liguria deve far fronte andranno ad incidere anche sulla sanità savonese, con pesanti cambiamenti in vista, a cominciare dai pronto soccorso degli ospedali di Albenga e Cairo che diventeranno centri di primo intervento, ovvero si occuperanno solo degli interventi a “bassa complessità”, rivolti spesso alla stabilizzazione del paziente, per casi più gravi invece la persona dovrà essere dirottata a Pietra Ligure, Dea di II livello, oppure all’ospedale San Paolo di Savona, sede di I livello.
“Stiamo predisponendo un piano di riclassificazione delle rete di urgenza-emergenza, per il savonese le due strutture di Savona e del Santa Corona sono sufficenti” ha detto l’assessore Montaldo. “Un indirizzo inevitabile alla luce della riduzione di risorse per il comparto sanitario che incide anche sulle spese per lo staff necessario a queste tipologie di strutture”.
Intanto le voci su una possibile trasformazione del pronto soccorso dell’ospedale di Albenga, che ha visto da poco il riconoscimento della rianimazione sette giorni su sette, sono arrivate anche nei corridoi del palazzo comunale. “Aspettiamo qualcosa di ufficiale da parte della Regione, solo dopo vedremo cosa fare e quali iniziative intraprendere in caso di un depotenziamento del nosocomio ingauno” si è limitata a commentare il sindaco di Albenga Rosy Guarnieri. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il primo cittadino cairese Fulvio Briano, che aspetta di incontrare lo stesso Montaldo ed il direttore generale della Asl 2 Flavio Neirotti.