
Cairo Montenotte. Nuovo sequestro disposto dall’autorità giudiziaria all’Italiana Coke. Sigilli preventivi da parte della polizia giudiziaria sono stati posti su una cisterna adibita alla raccolta delle acque. Stando a quanto emerge dalla Procura della Repubblica di Savona e secondo il pm Danilo Ceccarelli, l’attività di pulizia della cisterna, fatta ogni dieci anni, non sarebbe stata eseguita secondo le norme in vigore. Nel mirino degli organi inquirenti presunte violazione nella normativa riguardante lo smaltimento degli scarti di lavorazione industriale.
Per l’azienda è stata semplicemente realizzata una pulizia del macchinario che non rientra nelle procedure previste per i rifiuti. Per la Procura, invece, e per il pubblico ministero Danilo Ceccarelli che ha aperto il fascicolo, erano presenti dei sottoprodotti di lavorazione per i quali bisogna attenersi ad altre forme e modalità di smaltimento.
Il sequestro nei confronti di Italiana Coke è stato adottato dopo una serie di accertamenti e controlli, partiti a seguito di diverse segnalazioni arrivate sui cattivi odori che hanno caratterizzato l’operazione di pulizia della cisterna.
“Stiamo applicando un’attenzione estrema sulla situazione dell’Italiana Coke – afferma l’assessore regionale all’ambiente Renata Briano – Le ispezioni che abbiamo attivato a cura dell’Arpal hanno portato a rilevazioni che sono state trasmesse alla Procura della Repubblica di Savona. Gli uffici regionali stanno lavorando con solerzia sul caso: si tratta di un’azienda impattante per il territorio valbormidese e le procedure ambientali devono essere rispettate con regolarità”.