
Savona. Nuova udienza questa mattina, in tribunale a Savona, del processo per duplice omicidio colposo per un incidente stradale del 2001 quando, sull’A10, all’altezza di Albisola, persero la vita madre e figlio, Maria Iannì Abbondandolo, 55 anni, e Livio Abbondandolo, di 33, di Albenga. Il processo in realtà era già stato chiuso, con la condanna dell’unico imputato, ma un ricorso in appello l’ha invalidato e quindi ora è da rifare.
Sul banco degli imputati c’è Anegelo Rossin, 59 anni, di Pavia, il guidatore del camion che, secondo l’accusa, provocò l’incidente. L’uomo era stato condannato, nel 2006, ad un anno e 4 mesi di reclusione, pena condonata per l’indultO. Visto che però un testimone, ascoltato da un primo giudice, non era stato sentito dal secondo giudice che aveva preso in carico il processo, il procedimento è stato invalidato in appello.
Adesso quindi in tribunale si sta ripercorrendo ancora una volta quella vicenda e oggi sono stati ascoltati nuovi testimoni: si tratta degli agenti della polizia stradale che erano intervenuti subito dopo l’incidente. I poliziotti hanno raccontato le drammatiche fasi dei soccorsi e le successive operazioni di rilievo dell’incidente. Il giudice ha poi rinviato il processo al prossimo 11 ottobre per proseguire con l’audizione dei testimoni.
Secondo quanto accertato, le vittime del tragico incidente si erano “toccate” con la vettura su cui viaggiavano due israeliani, Elena Volditer, 21 anni, e il marito Vladimir Frenchel di 35. I quattro erano scesi dalle auto per verificare i danni, scambiarsi le generalità e aspettare l’arrivo della polizia stradale quando all’improvviso un’autocisterna inglese, a sua volta tamponata dal Tir condotto dall’imputato, era piombata su di loro, sulle loro auto e li aveva travolti.
Secondo la ricostruzione della polizia stradale accolta in primo grado dal giudice, il camion di Angelo Rossin viaggiava a una velocità di 90 km all’ora senza mantenere la distanza di sicurezza.