
India. “Sono sereno come lo è anche Elisabetta perché siamo convinti della nostra innocenza”. Sono queste le prime parole pronunciate da Tomaso Bruno, l’albenganese condannato all’ergastolo, insieme alla sua amica Elisabetta Boncompagni, con l’accusa di aver ucciso il proprio compagno di viaggio, Francesco Montis, dopo la lettura della sentenza.
“Noi abbiamo aiutato Francesco quando stava male e lo abbiamo soccorso. Non l’abbiamo certamente ucciso. Ora dobbiamo solo attendere il giudizio dell’Alta Corte alla quale i nostri difensori ricorreranno” aggiunge Tomaso che stamattina, a Varanasi, in carcere, ha incontrato i genitori Marina Maurizio e Euro Bruno. La mamma ed il papà del ragazzo sono attesi mercoledì prossimo all’ambasciata italiana in India dove incontreranno i funzionari e gli avvocati per studiare le strategie difensive. Nel frattempo i due ragazzi restano rinchiusi nel carcere di Varanasi.
I genitori di Tomaso continuano a dirsi senza parole per l’epilogo del processo e chiedono aiuto alle istituzioni: “Mio figlio non ha commesso alcun reato e questa condanna suona come un’ingiustizia. Quindi è il momento che le istituzioni italiane facciano la loro parte”. “Frattini si era interessato al caso dei nostri ragazzi. Ora è arrivato il momento che la Farnesina faccia sentire la propria voce” ha concluso Euro Bruno. Intanto anche il social network Facebook è già stato invaso da messaggi di solidarietà degli amici di Tommaso che invitano i genitori ed i ragazzi a “non mollare”.