
Vado Ligure. Si è chiusa con il via libera al progetto di ampliamento della centrale Tirreno Power l’odierna conferenza dei servizi a Roma, che sancisce il passaggio conclusivo della lunga vertenza sul potenziamento a carbone del sito vadese. La Regione ha determinato così ufficialmente le condizioni per il progetto, più vincolanti e restrittive rispetto alla delibera di giunta dello scorso 14 marzo.
Queste le prescrizioni sottolineate dall’esecutivo guidato da Burlando, sulla base delle quali è concessa l’autorizzazione a costruire una nuova unità a carbone di 460 Mw di generazione VL6.
L’azienda dovrà presentare l’AIA, ossia l’adeguamento all’autorizzazione integrata ambientale, per il periodo transitorio di 9 anni, sui quali verificare la riduzione delle emissioni. Si dovrà anche stipulare una convenzione per l’utilizzo prioritario di aziende locali nei lavori di costruzione. E’ ben specificato che l’autorizzazione della nuova unità sarà subordinata al rilascio dell’AIA. All’entrata in esercizio del nuovo gruppo, dovrà essere demolita una delle due vecchie unità modello VL3 e, dopo l’abbattimento, potrà essere realizzata una nuova unità di pari potenza con gli stessi limiti di emissioni definiti per la VL6.
L’autorizzazione, inoltre, chiede all’azienda che sia demolita al nono anno la seconda sezione a carbone VL4. Soltanto in quel momento, ci potrà eventualmente essere la possibilità di un terzo gruppo funzionante: la realizzazione di una nuova unità sarà valutata in base a quelle che saranno le condizioni ambientali e la migliore tecnologia disponibile in data futura. L’ha specificato ieri il governatore Burlando al termine della riunione di giunta: “Per fare un terzo gruppo, pur piccolo, ci vogliono altre decisioni politiche che non abbiamo mai preso e non prenderemo né oggi né prossimi mesi”.
Inoltre, TP dovrà accordare una serie di “compensazioni” ai Comuni che subiscono l’impatto dell’attività industriale: riduzione dei consumi energetici nei Comuni di Vado e Quiliano e limitrofi per compensare l’aumento di CO2; realizzazioni di progetti di energia rinnovabile e fotovoltaico per gli edifici pubblici di Vado e Quiliano; compensazione economica per la realizzazione del piano di monitoraggio, prima e dopo l’opera, per il controllo delle emissioni inquinanti (dalla scansioni delle polveri all’accertamento della radioattività).
Altra condizione stringente è la copertura del carbonile, da completarsi entro due anni. E’ invece da concludere subito entro il 2011 il progetto di razionalizzazione dei consumi idrici della centrale. Prima dell’attivazione del nuovo gruppo dovrà anche essere presentato un progetto per l’uso dell’acqua di mare o il recupero delle acque derivanti dal depuratore di Savona, oltre ad un piano per il contenimento acustivo. In ultimo, condizione essenziale e richiesta è la valutazione dell’impatto sanitario sul territorio da parte dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute. La nuova rete di rilevamento delle emissioni sarà probabilmente gestita dall’Arpal.