
Ponente. E’ stata convocata per il prossimo 15 luglio l’assemblea dei soci della Depuratore ingauno srl, la società prima messa in liquidazione e poi salvata in extremis, nata per la realizzazione dell’impianto consortile di Villanova d’Albenga. Un incontro definito “chiave” sulle sorti della depurazione a ponente, nel quale si dovrà procedere con una programmazione finalmente definita. Il Comune di Albenga ha ribadito ancora una volta la necessità di modifiche tecniche tra il progetto preliminare e quello che sarà il progetto definitivo, dopo che i tecnici hanno manifestato perplessità sugli scarichi delle acque così come espresso dubbi in sede di Vas – Valutazione Ambientale Strategica. Resta il debito del Comune di Andora per la gestione dell’acquedotto, così come rimane alla finestra lo stesso Comune di Alassio, che prima di rompere in maniera definitiva con l’iter realizzativo per un proprio depuratore comunale vuole conoscere le sorti dell’impianto consortile. Una situazione complessa ed intricata, che dovrà mettere d’accordo Provincia e comuni interessati, anche perchè i tempi ormai stringono.
Il Consiglio provinciale deve ancora pronunciarsi sulla copertura finanziaria necessaria per far ripartire la società del depuratore e chiedere l’avvio della revoca del procedimento di liquidazione. Non solo, ci vorrà una ricapitalizzazione, senza contare che le dichiarazioni del presidente della Regione Liguria Claudio Burlando sulla manovra del governo hanno fatto intendere un possibile stop ai finanziamenti dei fondi Fas, tra i quali ci sono 12 mln di euro previsti proprio per il depuratore comprensoriale di Villanova. Contando l’ingresso di Alassio il costo del nuovo depuratore si aggira sui 60 mln di euro. Il piano elaborato dalla Provincia di Savona prevede poi una copertura finanziaria grazie al nuovo piano tariffario: una media di 1,2 euro al metro cubo.