Abbiamo appreso con piacere della Vs. iniziativa e restiamo a Vs. completa disposizione per incontrarVi quando volete. Così come avete fatto con alcuni “personaggi” della vita politica cittadina anche noi, molto più modestamente, siamo disponibili ad un qualsivoglia confronto.
Siamo convinti che il Vs. contributo potrà risultare molto utile nell’individuazione di nuove dinamiche in grado di rendere più efficace l’opera volta al miglioramento delle condizioni di vita di tutti i cittadini. Vorremmo, se ce lo consentite, a tale proposito, proporVi alcune nostre riflessioni sulla politica e sui partiti.
Innanzitutto cos’è la politica?
Consideriamo la politica l’arte e la scienza, la teoria e la pratica che si pongono quale oggetto l’organizzazione ed il governo di uno stato (regioni, province, comuni) democratico. In altre parole la politica è lo strumento indispensabile per individuare i migliori fini ai quali tendere ed i mezzi più efficaci per raggiungerli.
Ecco allora viene naturale ammettere l’esistenza dei partiti, intesi quali libere associazioni di cittadini, uniti da comuni ideali, miranti allo svolgimento di un’attività politica condivisa. Nel fare politica occorre, vieppiù oggigiorno, predisporsi in modo tale che siano i cittadini a proporre quelle idee nuove ed originali che poi toccherà ai politici promuovere. Molto spesso i politici, pur avendo voglia di operare attivamente per il bene comune, faticano a sviluppare programmi, idee e progetti veramente innovativi.
Si deve sempre considerare che per poter creare qualcosa di innovativo bisogna osservare i problemi da diversi punti di vista, cosa, questa, mai facile per nessuno perché ogni persona ha una visuale limitata della realtà. Per questo, solo mettendo insieme diversi contributi individuali si possono creare politiche veramente nuove. Si deve sempre considerare che il pluralismo democratico non può limitarsi a rappresentare un bel valore astratto, quanto piuttosto costituire il fattore fondamentale dello sviluppo sociale.
Perciò nella concezione dell’agire politico non serve cercare l’imprimatur delle idee migliori o più innovative quanto piuttosto sviluppare e realizzare quei progetti in grado di poter apportare nuovi e concreti benefici per tutti i cittadini. E’ bene ricordare però che, in ambito politico, anche l’iniziativa più geniale o utile può non essere condivisa da tutti o accontentare tutti.
Infatti quando ci sono molti legittimi interessi da tutelare, bisogna cercare la massima condivisione possibile. Però arrivati ad un certo punto bisogna decidere ed agire. In ogni caso, un buon politico ha l’obbligo di assumersi sempre la responsabilità di decidere, altrimenti non fa il suo dovere. Proprio a questo punto devono entrare in gioco importanti valori morali. Laicità della politica significa che, nel momento decisionale, un serio politico deve restare solo davanti alla sua coscienza per decidere liberamente.
In queste circostanze sono i positivi valori personali a differenziare il buon politico dal politicante. In bocca a lupo Giovani, con simpatia.
Edoardo Ciribì, Capogruppo consiliare e Coordinatore del Circolo Pdl