
Cairo Montenotte. La corda è tesa da tempo e domani l’impazienza sindacale si trasformerà in sciopero. Continua il braccio di ferro fra lavoratori e gruppo Messina sulla situazione occupazionale di Ferrania: sulla divisione Solis le trattative si sono rotte. I sindacati contestano alla proprietà il mancato rispetto degli accordi stipulati nel 2009 sul transito di 16 dipendenti di Ferrania Technologies al reparto che si occupa di produzioni fotovoltaiche. Gli operai, attualmente in mobilità, dovevano prendere servizio in Solis, ma la dirigenza societaria, secondo le rappresentanze sindacali, nega l’inquadramento economico sottoscritto due anni fa.
Domani, giovedì 28 luglio, i lavoratori incroceranno le braccia per 4 ore, mentre dalle 13 alle 15 è convocata l’assemblea per fare il punto sui rapporti con la proprietà. “Ferrania Solis dà disponibilità a far entrare i lavoratori da Technologies, ma poi rigetta i termini economici concordati – protesta Fulvio Berruti della Cgil – L’azienda non è credibile e fornisce ancora una volta una prova di prepotenza nei confronti dei lavoratori. Dopo aver disatteso per anni i piani di impresa e usato condizioni ricattatorie, adesso tradisce ancora una volta gli impegni presi”.
Il disappunto è sempre, come rivelato nei giorni scorsi, per l’iniziativa di Ferrania Ecologia sul progetto di impianto per il trattamento dei rifiuti biodegradabili, che avrebbe, secondo le organizzazioni sindacali, distratto le attenzioni dall’accordo di programma recentemente aggiornato. “Anche le istituzioni facciano una riflessione seria, visto che appoggiano iniziative dove Ferrania è capofila senza considerare le circostanze dei lavoratori, ma dando solo considerazione ai vantaggi dell’azienda”.