
Liguria. Meno aziende ma più grandi, un po’ più giovani e piu “rosa”, e molto più istruite. E’ il panorama della situazione agricola definita dalla Cia Liguria in base alla lettura dei primi e provvisori dati resi noti da Istat dopo il censimento agricoltura del 2010.
In 10 anni le aziende agricole in Liguria sono calate del 46%, da 37.340 a 20.121, dato peggiore in Italia, se si esclude il Lazio. La superficie agricola utilizzata dal 2000 al 2010 si è ridotta di un terzo con 20.000 ettari non coltivati più, peggior dato italiano. Le aziende liguri, però, da sempre le più piccole nel Paese, registrano un + 25% nella dimensione media aziendale (da 1,7 Ha/azienda a 2,1), distante dalla media nazionale (circa 8 Ha).
Cresce la presenza femminile fra i titolari di impresa (38,23%). Si abbassa l’età media (il 12% dei titolari ha meno di 40 anni, era 10 nel 2000; gli addetti con meno di 55 anni sono il 41%, erano il 35). Riguardo alla scolarizzazione, i titolari di azienda con un titolo di studio post obbligo nel 2000 erano il 21%, sono oltre il 36% oggi.
Ivano Moscamora, presidente regionale Cia, è intervenuto sulla scarsità della terra disponibile: “Occorre un intervento legislativo che preservi le aree agricole vocate da cambi di destinazione d’uso e favorisca la messa a disposizione dei terreni abbandonati, creando una sorta di ‘banca della terra’ che faciliti l’offerta”.