
Savona. Il caso di Davide Sciampagna, trentenne di Cairo e della suocera, di 17 più anziana, che vede lui nella parte dell’imputato e lei in quella della vittima, è tornato per l’ennesima volta in tribunale a Savona. Il processo era infatti già stato definito con un patteggiamento ma la Cassazione aveva ritenuto che la pena base dalla quale si era partiti non fosse stata conteggiata correttamente e così il procedimento è tornato in aula. Questa mattina, davanti al Collegio dei Giudici, l’uomo ha quindi patteggiato due anni e 4 mesi oltre a 800 euro di multa (pena condonata ad esclusione di una “quota” di 20 giorni e 80 euro, relativa alla violenza che non può essere coperta dall’indulto).
L’episodio contestato all’uomo risale al gennaio del 2004 quando, in piazza Marconi a Savona, secondo l’accusa aveva maltrattato la donna, prima costringendola a rimanere nell’auto contro la sua volontà, poi trascinandola per un braccio. Per questo era stato accusato di rapina, tentata violenza sessuale e tentato sequestro di persona. A rendere curiosa la vicenda c’è il fatto che l’uomo da tempo – come aveva dichiarato lui stesso in udienza – aveva risolto i conflitti con la suocera. Anzi, tra i due era nata una relazione sentimentale.