
Savona. Secondo l’accusa, per quasi tre anni, dall’ottobre del 1997 al marzo del 2000, avrebbero omesso di versare parte dei contributi sulle retribuzioni dei loro dipendenti riuscendo ad evadere circa 800 mila euro. Questa almeno la cifra che era stata contestata dall’Inps che, dopo una verifica, aveva denunciato le presunte irregolarità. Questa mattina, in tribunale a Savona, il processo che vedeva imputati, per quei fatti, i dirigenti della Omg Manufactoring, ditta cairese che si occupa di manutenzioni ferroviarie (che ora si chiama Costruzioni Meccaniche), si è concluso con tre sentenze di assoluzione “perché il fatto non sussiste”.
In realtà l’imputato è rimasto uno, Guido Ghiglia, che all’epoca dei fatti era ad dell’azienda, ma il giudice ha emesso il verdetto di assoluzione anche per i suoi genitori, Adriano Ghiglia e Giovanna Rebella, che nel frattempo sono deceduti, ritenendola una formula più favorevole rispetto a quella di estinzione del reato per morte del reo. Secondo l’accusa, i dirigenti dell’azienda, assistiti dall’avvocato Paolo Brin, avevano utilizzato il sistema dei rimborsi a piè di lista per pagare una parte delle retribuzioni dei loro dipendenti, riuscendo così ad omettere di versare una parte dei contributi. Quella tipologia di rimborsi, a differenza per esempio delle ore di straordinario, non era infatti soggetta al versamento di contributi.
La difesa è riuscita però a documentare e provare che i rimborsi a piè di lista erano giustificati e che quindi non erano fittizi. Insomma nessun tentativo di evadere le imposte ma solo una corretta gestione dei rimborsi dovuti ai lavoratori. Una versione che ha convinto anche il giudice che ha così assolto gli imputati.