“Leggo con perplessità le dichiarazioni di Di Tullio che mi dipinge, insieme ad altri, come un fascista. Come altri, da osservatore della storia ho voluto esprimere le mie riflessioni sullo svolgimento della Resistenza che considero un dato che ci rappresenta tutti, senza accettare soltanto l´egemonia della sinistra”.
“Infatti nella Resistenza c´è stato anche il contributo di persone che con il comunismo non avevano nulla a che fare ma che guardavano ad un´Italia libera dalla dittatura. Purtroppo in alcuni anni bui, dopo il conflitto, nella scuola lo studio della II guerra mondiale non veniva trattato, con una conseguente speculazione culturale. La verità vera è che il periodo della Resistenza, oltre ad essere la ragione per cui ora possiamo esprimerci liberamente -e Di Tullio può chiamarmi “fascista”- ha visto crimini sia nazisti che comunisti. In questo quadro la dichiarazione Di Tullio è ancorata ad una visione vecchia che spiega come mai il centro-sinistra non riesca a decollare da quella zavorra che lo ancora ad una visione finalizzata all´aggressione ed alla confusione. Capisco che Di Tullio sia preoccupato per le elezioni amministrative di Savona, in base anche al sondaggio che li vedrebbe perdenti, anche se ha la fortuna di avere un PDL allo sbando”.
“Caro Di Tullio, impara ad essere obbiettivo perché queste tue affermazioni dimostrano che dall´obbiettività sei piuttosto lontano. Non sono certamente io che sono un fascista, ma sono le tue dichiarazioni che hanno un contenuto comunista di vecchio stampo, anzi: sono dichiarazioni che dimostrano che non hai capito nulla della storia. In ogni caso, dato che reputo inaccettabile e gravissimo il modo in cui ti sei rivolto prima alla Consulta degli Studenti e poi a me, uno studio legale sta assolvendo le pratiche per una querela per diffamazione a mezzo stampa”.