
Savona. Un operaio della sua ditta, la “Ecoliguria”, nel gennaio del 2009, a Vado, si era infortunato ad una mano mentre stava, secondo quanto era stato accertato, eseguendo un’operazione di manutenzione ad un carrello elevatore. Per quel fatto, il titolare della ditta, Davide Bracali, era finito a giudizio con l’accusa di lesioni personali colpose. Questa mattina, in tribunale a Savona, il processo si è però concluso in maniera insolita: il giudice ha infatti rimandato gli atti alla Procura emettendo, di fatto, un verdetto di “non luogo a procedere” perché in aula è stato dimostrato che l’espisodio contestato a Bracali non si era svolto come ricostruito nel capo d’imputazione.
E’ stato infatti provato che il lavoratore, Manush Memushaj, non si era infortunato (come ricostruito dagli inquirenti sulla base delle testimonianze dei dipendenti di Bracali) mentre stava lubrificando a mano, con una bomboletta spray, le catene di un carrello elevatore che in quel momento era comandato da un collega (Maurizio B.). I difensori dell’imputato, gli avvocati Paolo Marson e Paolo Foti, hanno infatti dimostrato, grazie alla testimonianza di un altro lavoratore, che l’operaio si era procurato il trauma da schiacciamento alla mano destra utilizzando il mezzo in maniera “impropria”. Verificata questa circostanza, di fatto, è caduta l’accusa per Davide Bracali che non poteva essere giudicato per un fatto che “non sussisteva”. Il giudice ha quindi deciso di inviare il fascicolo al pubblico ministero che, sulla base dei nuovi elementi, dovrebbe archiviare la posizione di Bracali. Il rischio a questo punto lo corrono i due lavoratori: avendo fornito una versione falsa dell’infortunio il pm potrebbe ipotizzare per loro il reato di calunnia.