
Savona. Le gravi carenze nell’organico della polizia penitenziaria e il sovraffollamento degli istituti di pena sono stati al centro dell’intervento di Giovanni Salamone, direttore regionale dell’amministrazione penitenziaria, in occasione della festa del corpo che si è svolta questa mattina a Genova.
“L’elemento più preoccupante – ha sottolineato Salamone – è la carenza degli organici, ma il nostro sistema penitenziario risente anche di un elemento culturale, cioè la suggestione secondo cui il carcere diventa l’unica risposta possibile alla domanda di sicurezza dei cittadini. All’interno degli istituti, quindi, insieme a coloro che sono responsabili di autentici reati, rimangono oltre il 40% di persone ancora in attesa di giudizio e anche tante persone per le quali, probabilmente, la pena della reclusione è superiore rispetto all’entità della colpa che hanno commesso. Noi siamo dei tecnici, ad altri la responsabilità di trovare soluzioni che, a mio giudizio, non sono solo quelle di creare nuove prigioni”.
“Nonostante gli annunci – ha detto ancora Salamone – proprio nella nostra regione abbiamo un clamoroso ritardo che riguarda la casa circondariale di Savona. Un ritardo che oggi ci costringe a riempire di persone un edificio inqualificabile nel quale il nostro personale è costretto a operare”.