
Vado L. Sono tutti raccolti nelle 50 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare i segreti e i meccanismi del “metodo Drocchi”.
In particolare quei rapporti strettissimi con la Scavo-Ter dell’imprenditore “discusso” Pietro Fotia e con la ditta Balaclava: Drocchi, in qualità di responsabile del setore tecnico Lavori Pubblici del Comune di Vado Ligure faceva in modo di assegnare gli appalti alle due ditte (facendoli passare per urgenti) e poi intascava mazzette per le sponsorizzazioni della squadra di basket di cui è presidente.
Tra i documenti sequestrati dalle Fiamme Gialle nell’operazione “Dumper” ci sarebbe anche un documento anonimo che mostrerebbe che quei lavori assegnati alla Scavo-Ter fossero non urgenti bensì programmati da tempo: sette opere, sei delle quali assegnate al gruppo Fotia, favorito anche per l’appalto del palazzetto di Vado.
I rapporti tra Roberto Drocchi e l’impresario edile piemontese Andrea Balaclava sono immortalati invece da filmati e intercettazioni. Consegne di denaro tra il dicembre 2010 e febbraio 2011 e frasi inequivocabili. In ballo ci sono lavori per il rifacimento della fognatura e in cantieri, e in una conversazione ambientale saltano fuori le mazzette.