
Alassio. E’ stato identificato anche il secondo dei malviventi che, nell’agosto del 2009, avevano assalito la giuielleria “Silvana” di Alassio con armi pesanti, tra cui un fucile d’assalto M16. Si tratta di Abdeldylil Nourredine, 26 anni, al quale i carabinieri del Reparto Operativo di Savona sono risaliti attraverso l’esame di tabulati telefonici, perquisizioni (nel covo della banda che era localizzato ad Imperia) e l’analisi delle impronte sui caschi da moto abbandonati durante la fuga.
Gli investigatori avevano già inchiodato alle sue responsabilità Mikael Kazgandjian, franco-armeno di 24 anni, condannato dal tribunale di Savona a cinque anni di reclusione. I rapinatori, con parrucche in testa, avevano agito in modo particolarmente cruento nel negozio di preziosi di via Brennero, utilizzando oltre all’M16 (fucile in dotazione a diversi eserciti della Nato) una pistola automatica calibro 9 Parabellum.
All’arrivo dei militari dell’Arma i banditi si erano dati alla fuga, ingaggiando un conflitto a fuoco in pieno centro alassino, per fortuna senza feriti. La refurtiva era stata recuperata, in quanto lasciata per strada dai malviventi, e riconsegnata alla gioielleria (preziosi per un totale di 700 mila euro).
Un ordine di custodia cautelare firmato dal gip Emilio Fois è stato notificato ad Abdeldylil Nourredine attraverso la Gendarmeria francese. Il giovane, già detenuto su suolo francese per un assalto ad un portavalori, deve rispondere alla giustizia italiana delle accuse di tentato omicidio, rapina aggravata, resistenza e porto illegale di armi da guerra.