
Savona. E’ arrivato alle battute finali il processo che vede alla sbarra, con la grave accusa di violenza sessuale di gruppo, un albanese di 28 anni, Ermal Ramaj. Secondo l’accusa il giovane, insieme ad un connazionale, Bledar Metaliaj, di 27, (che è stato giudicato a parte e condannato con il rito abbreviato), nel giugno del 2008, avrebbe violentato due diciottenni savonesi con le quali i due albanesi avevano trascorso la serata. Prima in un bar gelateria di Albissola Marina e poi nella casa di “Bledi” a Stella dove si sarebbero consumati gli abusi. Accuse che sono sempre state respinte dagli imputati che sostengono che le ragazze fossero consenzienti.
Nelle precedenti udienze del processo avevano anche testimoniato le presunte vittime. Dalle loro audizioni infatti l’accusa nei confronti dei due, entrambi assistiti dall’avvocato Andrea Cechini, era uscita un pò ridimensionata: entrambe le ragazze avevano infatti negato, con varie spiegazioni e distinguo, la violenza (chi per non aver avuto alcun tipo di rapporto con l’imputato, chi perché, se quella sera successe davvero qualcosa, si tratto di un rapporto consenziente). A complicare le cose per l’accusa poi, erano emersi dubbi sulle denunce effettivamente presentate dalle due giovani. La vicenda infatti venne scoperta dai carabinieri grazie a una fonte confidenziale e non dalla denuncia “diretta” delle vittime.
Questa mattina, in Tribunale, il pubblico ministero Chiara Maria Paolucci ha chiesto per Ramaj una condanna a sei anni (per la violenza) e sei mesi (per il concorso formale nelle lesioni). Il Collegio dei Giudici ha poi rinviato a domani mattina il processo. Ci sarà tempo per le repliche e per la sentenza. Il difensore di Ramaj, in aula, ha anche fatto presente che in Appello la condanna a Mataliaj è stata ridotta da sei anni e 4 mesi a tre anni ed il reato derubricato: da violenza di gruppo a violenza sessuale.