Alassio. Luca Villani, consigliere comunale e candidato sindaco per il centrodestra ad Alassio, interviene in merito alla seduta di Consiglio Comunale svoltasi ieri sera. “La convocazione del consiglio comunale”, dichiara Villani, “era dettata da ragioni di necessità e obbligatorietà, non solo nei riguardi dei cittadini, e degli elettori che ci hanno assegnato il compito di rappresentarli nelle sedi istituzionali, ma anche nei confronti di alcune pratiche che, necessariamente, erano e restano da affrontare. Si trattava quindi di un atto dovuto, a conferma della totale buona fede dell’amministrazione comunale e della maggioranza, che non si è potuto concretizzare a causa della mancanza di responsabilità da parte di alcuni”.
“I numeri risicati”, prosegue il candidato sindaco, “sono stati causati dalle scelte di chi ha deciso di prendere altre strade, e di chi, escluso dalle liste elettorali, ha deciso di voltare le spalle alla maggioranza e irresponsabilmente non presentarsi alla seduta. È un peccato che, anche in questa occasione, le motivazioni personali di alcuni abbiano avuto la meglio sulle questioni urgenti relative alla vita di Alassio e dei suoi cittadini”.
“Duole infine sottolineare che il candidato sindaco della lista marchiata Partito Democratico quasi gioisca di fronte al modo in cui si è concluso il consiglio comunale: come ha giustamente notato Giancarlo Garassino, se la seduta è terminata prematuramente non è certo merito di una lista elettorale. E non mi sembra neppure il caso di parlare di ‘merito’, nel contribuire a impedire il regolare svolgimento di un confronto democratico nella sede più opportuna e nobile, ovvero il Consiglio Comunale. Mi pare ci sia ben poco di meritevole in tutto ciò, e proprio nulla per cui esultare”, conclude Luca Villani, candidato Sindaco del centrodestra ad Alassio.
Sull’accaduto interviene anche Domenico Giraldi, presidente del consiglio comunale di Alassio. “Come già dichiarato, non abbiamo fatto nient’altro che adempiere alla legge”, dichiara Giraldi. “Non è competenza né del presidente del consiglio, né del sindaco, né del segretario, decretare quali punti all’ordine del giorno siano urgenti e improrogabili e quali invece no: spetta invece al consiglio stesso, che è sovrano. Purtroppo, a causa dell’assenza di responsabilità da parte di qualcuno, che doveva presenziare ma ha deciso di non partecipare alla seduta, il consiglio comunale non ha potuto svolgersi nella sua completezza. A tal proposito, vorrei sottolineare che il mandato elettorale, datoci dai cittadini, dura fino a nuove elezioni, quindi dovrebbe essere rispettato: se qualcuno, per motivi personali, ha intenzione di non presentarsi più alle sedute del consiglio comunale, farebbe migliore figura a dimettersi”.