
Vado Ligure. Il sindaco di Vado storce il naso di fronte all’ipotesi di Tirreno Power. “Siamo alle solite – commenta Attilio Caviglia – Continuano a ribadire che si faranno i monitoraggi ambientali, ma sempre a posteriori rispetto alla costruzione delle nuove unità produttive. Il consiglio comunale di Vado si è già espresso più volte contro questo progetto di ampliamento con la costruzione del terzo gruppo. Non è accettabile. Prima si facciano i monitoraggi dell’aria legati alla Valutazione di Incidenza Santitaria”.
“La proposta di TP non rispecchia l’idea della Regione – afferma Caviglia – Siamo molto distanti da una speranza di trattativa. Non bisogna fare passare gli anni, perché blocchiamo lo sviluppo e compromettiamo la salute. E’ da 20 mesi che sono diventato sindaco e, se c’era la volontà, gli interventi ambientali si sarebbero applicati sin dall’inizio. Invece ho visto solo ragioni di opportunità finanziaria da parte dell’azienda”.
Per Tirreno Power, invece, “la sostituzione dei due gruppi esistenti con altri due costruiti utilizzando la stessa tecnologia adottata per il nuovo gruppo, permetterà di raggiungere risultati ambientali migliori rispetto a quelli ottenibili con l’applicazione dell’AIA (Autorizzazione di Impatto Ambientale) ai gruppi da 330 Mw, determinando un ulteriore abbattimento delle emissioni del 40%”. Il prossimo passaggio sarà la Conferenza dei Servizi a Roma che si terrà nelle prossime settimane.
Sul tavolo l’azienda metterà questo impegno, con un investimento complessivo tra termo-elettrico e rinnovabili pari a 1400 milioni di euro: la costruzione di un gruppo (USC – Ultra Super Critica) nuovo da 460 Mw; la demolizione e ricostruzione ex novo dei due gruppi esistenti da 330 Mw l’uno, attualmente esistenti, sempre con le ultime tecnologie; l’adeguamento ai limiti di immissioni richiesti dalla Regione Liguria; la copertura del carbonile; 11 anni di lavori con circa mille occupati; circa 300 posti di lavoro a regime tra diretti e indotto; potenziamento di produzione da fonti rinnovabili per 180 Mw; la realizzazione a carico dell’azienda di una nuova rete di monitoraggio ambientale con centraline gestite dal settore pubblico; la realizzazione di un osservatorio specifico di monitoraggio ambientale guidato dal Ministero della Sanità; la creazione e il consolidamento di un polo di alta tecnologia e ricerca nel settore energetico.