
Bergeggi. Stessa spiaggia, stesso mare per gli abitudinari. “Per quanto riguarda la clientela fissa, la stagione balneare si prospetta uguale a quella dell’anno scorso” spiega Riccardo Borgo, sindaco di Bergeggi e presidente nazionale del Sindacato Italiano Balneari, che delinea le premesse della stagione turistica: “C’è sempre la variabile dei ‘visitatori’ giornalieri e del weekend, che sono sempre più numerosi. Sulla vacanza ‘mordi e fuggi’ è ovvio che il meteo giochi un ruolo fondamentale, ma su quello, ahimè, non abbiamo poteri”.
La crisi in atto nel Mediterraneo, che scoraggia l’afflusso alle coste del Nord Africa e alle sue mete, potrebbe invece riattivare l’interesse per la Riviera. “Le crisi politiche ed economiche nei vari Paesi del mondo che spesso sono scelti come mete di soggiorno potrebbero agevolare in qualche modo il nostro turismo facendo ricadere la scelta dei vacanzieri sulle nostre meravigliose spiagge – sottolinea Borgo – Ormai il turista che si ferma da noi da giugno a settembre non esiste più, anche se questi è proprietario di seconde case in Riviera. Bisognerebbe ovviamente mettere in campo scelte coraggiose votate all’innovazione, ma con la situazione di incertezza che vige oggi nel comparto, investire è un rischio troppo grande”.
Il comparto balneare è sempre sul piede di guerra e pronto alla serrata dei servizi di spiaggia, se non sarà rivista la “prospettiva Bolkenstein” che, per un principio di libera concorrenza, impone, dal primo gennaio 2016, l’asta, o altri meccanismi di evidenza pubblica, per il rinnovo delle concessioni demaniali turistico-ricreative. Di fatto uno stop agli stabilimenti balneari che si tramandano di padre in figlio. Martedì prossimo si svolgerà a Roma una manifestazione nazionale sotto il Senato “per ribadire ancora una volta tutta la nostra preoccupazione per lo stato di incertezza in cui siamo precipitati e per manifestare il nostro timore e dissenso per il pericolo che le nostre imprese possano essere messe all’asta”, evidenzia il SIB.
Lo stesso Riccardo Borgo a nome del sindacato balneari ha inviato una lettera alla presidenza del consiglio. “Manifestiamo – si legge nella lettera – per testimoniare con forza il timore, il dissenso e la frustrazione nel vedere che, nella quasi totale indifferenza delle istituzioni, si lascia che, a partire dal 2016, possano andare all’asta le concessioni delle spiagge, e con queste, indirettamente, le imprese che abbiamo costruito in anni di lavoro, con tanti sacrifici nostri e dei nostri padri, e che pensavamo di poter lasciare ai nostri figli, che abbiamo coinvolto in questa nostra avventura, e ai quali abbiamo inculcato il valore di quella ospitalità che solo chi conosce da tanti anni le esigenze dei loro ospiti può assicurare”.
“L’impegno da parte nostra c’è – afferma Riccardo Borgo – ma anche grosse preoccupazioni e ‘mal di pancia’: stiamo lavorando d’intesa con le Regioni intorno al presupposto di una legge quadro. Per noi è fondamentale arrivare ad una disciplina transitoria che ci traguardi oltre il 2015 perchè si tratta di una data troppo vicina e che non ci permette di ragionare con serenità”. “La strada è quella di presentarsi in Europa per tutelare gli interessi di imprese così importanti come quelle balneari” conclude Borgo.