Savona. āNon abbiamo più soldi, abbiamo bisogno dei documenti e vogliamo lavorareā. Sono queste le richieste dei migranti tunisini assiepati davanti ai cancelli della Questura di Savona, interpretate da chi di loro mastica un poā di italiano. CāĆØ chi vuole andare in Francia, chi in Germania, chi non ha meta, se non genericamente lāEuropa, e si ācontenterebbeā di restare in Italia.
Mentre lāUfficio Immigrazione savonese sta smaltendo gli ultimi permessi di soggiorno temporanei che a disposizione, la maggior parte degli stranieri lamenta mancanza di informazioni. āNon sappiamo dove andare a mangiare, sono giorni che non tocchiamo cibo ā dicono alcuni ā In più di cinquanta siamo venuti qui alla Questura stamattina. āSe avete i documenti, state tranquilliā ci dicono. Ma intanto adesso non sappiamo cosa fare se dobbiamo passare unāaltra notte quiā.
La maggior parte non sa dellāesistenza della palestra delle Astengo allestita per lāaccoglienza. āDormiamo vicino alla stazioneā sottolineano, come nella prima nottata dopo lāarrivo nella cittĆ della torretta, dove sono stati dirottati dallāImperiese. āGiriamo e non sappiamo dove andare, dove fermarci a mangiare e a dormire. Vogliamo solo poter trovare un lavoro, perchĆ© i soldi sono finitiā rimarcano. Nonostante lo sforzo della polizia, della Croce Rossa e della Caritas (presa dāassalto senza adeguato avviso da parte delle autoritĆ ), molti tunisini bivaccano e vagano senza avere informazioni. Con lāincognita della burocrazia: i āpassepartoutā per la frontiera alla Questura di Savona stanno finendo.


