
Savona. Si fingeva un medico, senza essere iscritto ad alcun ordine professionale, ed emetteva false ricette mediche per poi presentarle in alcune farmacie del savonese per poter acquistare un antidolorifico. Tutto questo perché, tramite internet, aveva trovato un rimedio per combattere l’emicrania della quale soffriva da tempo. Per potersi curare con il trattamento indicato sul web però servivano moltissime confezioni del medicinale e quindi nessun medico avrebbe potuto prescriverlo in quelle dosi. Così un trentenne savonese, F.R., esasperato dal fortissimo mal di testa del quale soffriva, si è improvvisato medico per potersi comprare il farmaco.
Giovedì mattina, ma la notizia è stata data solo oggi, però gli agenti della Squadra Mobile di Savona lo hanno con l’accusa di abusivo esercizio di una professione, falsità materiale commessa dal privato e sostituzione di persona.
Gli investigatori da qualche tempo avevano avviato degli accertamenti su una serie di ricette mediche presentate in alcune farmacie del savonese, soprattutto periferiche, rilasciate da medici che non risultavano appunto essere iscritti ad alcun ordine professionale, relative sempre allo stesso farmaco. Il 30enne infatti aveva scannerizzato una ricetta (di quelle scritte su foglio bianco) e con quella, cambiando di volta in volta il nome del dottore, acquistava confenzioni del farmaco.
Per poter “creare” il trattamento contro il mal di testa gli servivano circa 70 pastiglie del farmaco: immergendole in un contenitore con dell’acqua a 21° di temperatura era in grado di separare due delle sostanze contenute nella medicina. Con una di queste, la codeina, otteneva il liquido da bere per combattere i sintomi del mal di testa.
Giovedì l’epilogo della vicenda con l’esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dall’Autorità Giudiziaria che ha consentito ai poliziotti di rinvenire e sequestrare varie ricette false e numerose confezioni di farmaci. Gli agenti hanno anche sequestrato a casa dell’uomo il pc con la falsa ricetta e il contenitore con il quale l’uomo si fabbricava il rimedio “fai da te”. Nel giro di un mese il 30enne avrebbe emesso circa 300 ricette fase.