“Perché morire di tubercolosi nel 2011? I soliti sprovveduti, ora, accuseranno gli extracomunitari di minacciare la nostra salute con germi e infezioni delle più terribili. La realtà è ben altra ed è tutta di casa nostra”.
“Nonostante gli appelli dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e del nostro ministero della Salute il consumo di antibiotici nel nostro Paese è in continuo aumento e con esso l’aumento della farmaco resistenza . Questo fa sì che il germe della Tubercolosi, il Mycoplasma Tubercolosis, sia sempre più difficile da curare e da eliminare. Come medico di comunità assisto impotente a scellerate iniziative delle famiglie, proprio sul nostro territorio, come quello di somministrare ai bambini una settimana di antibiotici, senza necessità alcuna, prima di partire per la settimana bianca nella convinzione, idiota e senza senso scientifico, di preservarli così da ogni malattia durante la vacanza!”
“Il consumo di farmaci in generale e di antibiotici in particolare è aumentato del 29% dal 2004 al 2008 nelle classi di età da 0-4 anni e del 19% nelle classi di età da 5 a 14 anni. Del resto le famiglie tollerano sempre meno i sintomi che vengono dipinti come abnormi, e non vedono l’ora di rimandare il figlio a scuola. Con lui a casa sballa l’organizzazione familiare. Così i malati non hanno tempo di guarire. Solo in Italia è possibile recarsi in un ambulatorio e chiedere alla segretaria la prescrizione di medicine senza passare dal medico. I pediatri si trovano poi a fronteggiare domande e attese che sono plasmate non solo dall’ansia e preoccupazione,ma dall’atteggiamento di consumo nei confronti della medicina e delle medicine”.
“Questo è un problema molto evidente sui bambini tanto che per il terzo anno consecutivo nel rapporto Arno presentato presso la Sala Cenacolo della Camera dei Deputati dal consorzio interuniversitario Cineca e l?Istituto di ricerche farmaco logiche Mario Negri su ‘Bambini e farmaci’. I pediatri italiani vengono bocciati perché prescrivono ai bambini troppi farmaci, molti dei quali ‘di incerta efficacia e sicurezza’ dice il rapporto. E, anche se 20 farmaci sono sufficienti per rispondere all’81% dei bisogni terapeutici dei bambini, ne vengono utilizzati 645, per un totale di 2.813 specialità farmacologiche. E opinione diffusa, che con il progressivo aumento dei farmaci immessi sul mercato, la patologia iatrogena sia in costante aumento. La sua frequenza reale è tuttavia difficile da stabilire perché la maggior parte delle reazioni sono a carico di pazienti curati a domicilio per cui tali reazioni non vengono segnalate soprattutto per quanto riguarda i bambini, sappiamo solo che un ricovero ospedaliero su quattro, nei bambini, è dovuto agli effetti collaterali del farmaco. Il Rapporto ci dice ancora che molti di questi farmaci sono esclusivi del mercato italiano (non ci sono in
altri Paesi) e almeno 1/3 sono i cosiddetti ?off-label?: farmaci la cui efficacia e sicurezza nei bambini non è documentata con prove evidenti. Il 90% dei bambini ricoverati negli ospedali italiani riceve medicine non collaudate sui bambini e questo aumenta di quattro volte la probabilità di reazione avverse al farmaco”.