Il responsabile cittadino di Loano dell’Idv, Pier Giorgio Pavarino, replica a Stefano Quaini sulla polemica per la presunta scelta “paracadutata” dall’alto dei candidati che dovrebbero rappresentare il partito dipietrista alle elezioni amministrative imminenti:
Questo è un partito, che nelle sue alte sfere non rispecchia il vero ideale dell’Idv di Antonio Di Pietro, scelte e comportamenti discutibili, che danno l’impressione di essere in un partito non democratico, forse con i voti della Destra di Storace, vi è stato un travaso, si!!, ma non da destra al centro Sinistra, ma da parte del consigliere eletto a Destra.
I casi non sono isolati, non è possibile che tutti gli esponenti della Destra entrano in Idv, che siano stati tutti folgorati sulla via di Damasco? Questa redenzione è sospetta, per uno che come me è entrato in punta di piedi, credendo nel progetto innovativo Idv suonano strane. I debiti di riconoscenza alla Destra quando finiranno? Se mai finiranno. Questo metodo non è riconducibile ai valori dell’Idv, è un metodo da Pdl.
La condivisione fatta nel direttivo Savonese, è stata dilaniata da un’autarchia, che può solo allontanare più che ravvicinare alla gente dell’Idv. Per non dire che l’esponente regionale che quando lo si cerca, non risponde al telefono, che non consulta mai i referenti locali che lavorano sul territorio tutto l’anno, tutto questo non per un arrivismo personale, ma per un risultato da condividere con tutti gli esponenti, dall’iscritto semplice a Di Pietro.
Questo è il solo e vero obbiettivo, il referente locale è gli occhi e lo orecchie del partito sul territorio, chi è stato eletto, ha il dovere di ascoltare e lavorare per tutti, per non auto screditarsi, per non attuare una politica suicida, per lui e per chi gli sta dietro, è li solo esclusivamente per quello. La forzatura con i candidati espressi su Loano, indicati del regionale, non rispecchiano appieno gli equilibri locali, un loro previsto magro risultato, discredita tutto il partito, ledendo soprattutto la mia immagine, io sono la persona al quale i nostri elettori locali fanno riferimento, l’esigua forza elettorale del consigliere si misura in 30 voti, contro i 350 al quale mi fanno riferimento, le telefonate, gli incontri i comunicati di stima e di disappunto contro il regionale mi confortano, ma avranno un inevitabile conseguenza, una perdita di consenso al partito, finche non cambiano gli atteggiamenti esterni.
Pier Giorgio Pavarino