
Giustenice. “Vi è stata da parte di quasi tutti i sindaci della Provincia una forte componente di responsabilità che ha consentito l’approvazione del Piano d’Ambito del Servizio Idrico Integrato”. A dirlo in una nota il sindaco di Giustenice Ivano Rozzi.
“Una decisione positiva nella quale hanno certamente pesato l’infrazione pendente con la Comunità Europea e l’esigenza di non perdere importanti finanziamenti, l’intervento della Regione che ha dato l’ultimatum, la consapevolezza di dover giungere alla messa a regime dei sistemi di depurazione che giocano un ruolo importantissimo sulla qualità del nostro mare e del turismo” aggiunge Rozzi.
All’assessore provinciale Marson va dato il merito di avere presentato e difeso con fermezza l’impianto economico finanziario, rappresentato dai costi per gli investimenti fatti e da farsi, rappresentati dai Comuni, e l’aver sostenuto l’opportunità di doverli considerare entrambi quali dati imprescindibili per la composizione e determinazione delle nuove tariffe, oltre all’esigenza di proporre un piano di recupero dei cosiddetti “mancati ricavi”, ciò che oggi è intesa come extra tariffa, e che sarà per molti anni in aumento per poi progressivamente chiudersi” prosegue il primo cittadino di Giustenice.
I piccoli Comuni hanno dato il loro determinante contributo in quanto risulterebbero essere garantite nel Piano d’Ambito approvato le decisioni di applicazione sui tre-comparti (ovvero sub-ambiti) di aspetti organizzativi, gestionali ed economici separati che consentono il recupero di eventuali diseconomie ma anche considerazione di problematiche territoriali differenti”.
“Tuttavia – conclude Rozzi – i veri artefici della riuscita del Piano d’Ambito saranno comunque i cittadini, che inizieranno a pagare dall’anno 2011 una bolletta di acquedotto e depurazione molto più cara. D’altronde, sarebbe stato impensabile e insostenibile con l’esiguità di risorse attuali proseguire con investimenti sul settore non coperti dalla tariffa, facendo conto, alcune volte, su compensazioni diverse, sottraendo fondi ad altri settori, altrettanto fondamentali della finanza amministrativa comunale”.