
Alassio. Posizioni allineate sulla scelta del depuratore consortile ingauno quelle dei quattro candidati alla carica di sindaco per Alassio. Nel dibattito organizzato all’Istituto Alberghiero da IVG.it, gli esponenti in corsa elettorale hanno espresso le rispettive proposte sulla scelta strategica della gestione idrica, anche alla luce dell’approvazione dell’Ato provinciale in conferenza dei servizi. Il Comune si trova a fare i conti con un bivio: da una parte l’impianto prospettato in zona Sant’Anna e, in caso di affossamento del progetto, la necessità di versare i risarcimenti a chi ha vinto la gara; dall’altra l’adesione al depuratore consortile di Villanova d’Albenga, che con l’approvazione del servizio idrico in Provincia ha incassato il via libera.
“Il terreno di Sant’Anna era stato acquistato da me una quindicina di anni fa – ha detto Roberto Avogadro, di A come Alassio, ex sindaco – ma in condizioni del tutto diverse. Ora la situazione è cambiata e, anche di fronte a possibilità di inquinamento delle falde e a mare, si impone un’altra soluzione. Siamo quindi per l’ipotesi del depuratore consortile ingauno”. “Aderiamo all’idea del consortile – conferma anche Jan Casella della Sinistra Alassina – però non con il progetto attuale, che vede una strapresenza di privati. Proponiamo quindi una revisione del progetto del depuratore consortile, senza accettare compromessi su un bene pubblico come l’acqua”.
Per Angelo Galtieri, candidato di Insieme X, “negli ultimi anni si sono fatti solo tentativi, quando invece si tratta di un’opera ad alta priorità. La risposta è quella di Villanova. Mentre la zona di Sant’Anna vorremmo destinarla a scopi turistici”. Luca Villani di Pdl e Lega ha enunciato una linea simile: “Bisogna trovare le modalità per abbandonare il progetto del depuratore interrato a Sant’Anna, coinvolgendo la ditta e gli enti pubblici. Ma occorre anche tener presente che anche l’opera di Villanova è in alto mare, nonostante la recente approvazione delle tariffe Ato, e potrebbe comunque portare problemi alle falde acquifere. Nulla impedisce di studirare un depuratore consortile ma in un’altra zona”.