
Vado Ligure. “E’ andata bene. La nostra posizione, alla luce della delibera di ieri sera, era precisa”. Esordisce così il governatore ligure Claudio Burlando dopo la conferenza dei servizi a Roma sull’ampliamento della centrale termoelettrica di Vado. “Se la conferenza avesse dato parere positivo senza il nostro assenso, la pratica sarebbe di fatto bloccata. Spero che già la settimana prossima si possa tenere il primo incontro tra Regione, azienda e Provincia” prosegue Burlando.
La riunione nella capitale è durata quasi tre ore. Una discussione molto tesa, con l’azienda che ha subito specificato che, alla luce della decisione della giunta regionale, l’operazione non sarebbe stata più sostenibile economicamente. Si apre ora un’ulteriore fase di confronto, con incontri a cadenza settimanale, sino a metà aprile, termine ultimo – secondo Tirreno Power – per aprire la nuova conferenza dei servizi.
Nella delibera approvata ieri sera all’unanimità si prevede che il gruppo a carbone da 460 megawatt si possa realizzare a patto che i due esistenti, da 330 Megawatt ciascuno, vengano distrutti all’entrata in funzione di quello nuovo. Nella delibera si prevede inoltre la possibilità di realizzare, in sostituzione dei due che verranno distrutti, un nuovo gruppo che non superi le emissioni di quello da 460 Megawatt.
Burlando commenta: “Adesso comincerà una fase interlocutoria al termine della quale l’azienda dovrà presentare la seconda fase del progetto e sarà la Regione a dover valutare se e cosa consentire di far fare a Tirreno Power una volta demoliti i due gruppi a carbone più obsoleti”. “Però – aggiunge – noi abbiamo chiarito che una situazione come prospettata inizialmente dall’azienda con un gruppo nuovo e i due degli anni Settamta appena rivampizzati non era sostenibile. Adesso vedremo cosa scaturirà da questa serie di tavoli tecnici”.
Le resistenze dei Comuni di Vado Ligure e Quiliano sono sempre radicate e gli enti, insieme ai comitato contrari all’ampliamento, chiedono in particolare ad un monitoraggio epidemiologico a lungo termine. “Capisco queste esigenze – afferma l’assessore regionale Raffaella Paita – Ma le esigenze dell’azienda sono attuali. Il Ministero della Salute ha espresso favore per un controllo a spese dell’azienda, ma che sia svolto accompagnando l’iter dei lavori. Un monitoraggio contestuale all’intervento sulla centrale che si rivelerebbe più ampio e approfondito”.