
Alassio. Dura invettiva del comitato promotore della lista Pd di Alassio contro la dirigenza locale del partito. Prendendo spunto dalle accuse di Monica Giuliano sulla “gestione padronale” del Partito Democratico savonese, anche a ponente emergono contestazioni. “Il comitato aveva già denunciato agli elettori alassini del centrosinistra, fin dal 25 febbraio ultimo scorso, la grave carenza di confronto democratico interno, riportando come il direttivo di circolo di Alassio non fosse mai stato convocato nelle maniere consone ad un ente che si definisce Partito Democratico, fin dall’insediamento degli attuali vertici e come furono sistematicamente disattese le numerose richieste di un’ordinata convocazione del direttivo di circolo” si legge in una nota.
“Ultimamente il direttivo nemmeno viene più convocato nonostante siamo in prossimità delle elezioni amministrative – prosegue la nota – Lo scopo è ovvio, cioè impedire alle voci dissenzienti, quale quella del vicetesoriere Massimo Bugelli, di esprimere e fare votare liberamente mozioni contrarie alla scellerata politica di alleanze con le destre, chiaramente connotata dall’interesse personale di una frange minoritaria di iscritti”.
Il comitato promotore della lista Pd alassina parla di metodi “dittatoriali”, sostenendo che i vertici provinciali operano “nella totale assenza degli organi statutari di garanzia e nell’assordante silenzio dei vertici regionali, che pure sono al corrente delle denunce pubbliche di deficit di democrazia interna al partito”.