
Savona. “Il 17 marzo deve essere festivo, perchè è la data fondante dell’Italia unita dal Risorgimento,è l’equivalente del 14 luglio in Francia e del 4 luglio negli Usa.I tentennamenti del Governo che pensa di rimangiarsi una decisione assunta in Parlamento sono assurdi. Semmai si tratta del ripristino della festa dell’Unità d’Italia, abbinata alla festa dello Statuto,voluta da Marco Minghetti nei primi anni dell’Unità anche come festa dello Statuto ed abolita dopo il referendum del 1946”. A dirlo è il Prof. Pier Franco Quaglieni, storico del Risorgimento, membro del Comitato Nazionale per Cavour.
“Insieme a 25 aprile e 2 giugno è la data più importante perchè segna l’inizio della storia dell’Italia moderna dopo secoli di divisioni e dominazioni straniere. Il tornare indietro metterebbe in crisi le moltissime iniziative programmate in Italia. L’idea di Patria è molto più radicata di quello che oggi si pensi: il presidente Ciampi ha contribuito in 7 anni a risvegliare le coscienze sopite e l’idea di Patria nata nel Risorgimento italiano non significa affatto nazionalismo” prosegue Quaglieni.
“Questa volontà improvvisa di lavorare anche di giorno festivo è quanto meno sospetta e nasconde una volontà volta a negare il valore mazziniano dell’Unità Nazionale come valore condiviso della Repubblica. Per molti italiani non sarà una giornata di vacanza, sarà una giornata di festa! Il Centro Pannunzio che si richiama ai valori fondanti del Risorgimento si rivolge al Parlamento perchè impedisca un ‘operazione assurda ed incomprensibile” conclude il prof. Pier Franco Quaglieni.