
Albenga. Venticinque punti all’ordine del giorno, ma due di questi non c’è stato proprio verso di affrontarli. Questioni spinose che, ne è convinta la minoranza, la giunta Guarnieri avrebbe paura di affrontare davanti all’opinione pubblica. L’unica soluzione, dunque, sarebbe stata impedirne la discussione con interpretazioni, a detta dell’opposizione, piuttosto “personali” dell’ordinamento comunale.
“L’amministrazione comunale ha mostrato ancora una volta la propria arroganza e il terrore di tirare fuori i tanti scheletri nell’armadio” dice Mariangelo Vio, esponente del Pd. Le patate bollenti all’ordine del giorno erano due: una relativa ai presunti abusi edilizi nella casa di Bastia d’Albenga del sindaco Guarnieri e l’altra relativa alla richiesta di chiarimenti all’Assessore Eraldo Ciangherotti circa la fondatezza delle contestazioni riferite alla sfera pubblica sollevate dal signor Gabriele Trunzo che ha raccontato di aver subito intimidazioni da parte dell’assessore. “La giunta, pur di evitare di parlarne, ci ha impedito non solo di fare un’inversione dell’ordine dei punti all’ordine del giorno ma, davanti alla nostra disponibilità a rinunciare a discutere di altre mozioni e interpellanze da noi avanzate pur di affrontare quelle delicate questioni, ha fatto in modo di censurarci nuovamente mettendo il tutto ai voti, e sapendo bene di avere i numeri per farlo”. Inoltre, raccontano dai banchi dell’opposizione, la maggioranza avrebbe esaurito il tempo a disposizione della minoranza per discutere di ogni singola mozione (circa un’ora) in modo da imperdirle di intervenire su temi che è stata la stessa minoranza a proporre. “In 60 anni e passa non è mai accaduta una cosa simile – conclude Vio – Si tratta di un comportamento indegno e ben poco democratico”.