
India. Un incontro all’ambasciata italiana a New Delhi, previsto per domani mattina, per perorare la causa di Tomaso ed Elisabetta rinchiusi da quadi un anno nel carcere di Varanasi con l’accusa di aver ucciso il proprio compagno di vaiggio Francesco Montis. E’ questo l’appuntamento sul quale i genitori del ragazzo ingauno fanno affidamento per poter avere qualche certezza in più su un processo “zoppicante” e caratterizzato da continui intoppi e rinvii.
Intanto ieri si è svolta una nuova udienza che ha visto come teste principale il medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo di Francesco: morte per strangolamento è la tesi dell’accusa; decesso naturale è ciò che sostiene invece la difesa.