
Liguria. A proposito delle recenti polemiche che hanno riguardato le celebrazioni per l’Unità d’Italia il capogruppo della Lega Nord in Regione Liguria, Edoardo Rixi, interviene sul tema per chiarire la propria posizione.
“1861-2011. Un unico anniversario che casualmente ricorre contemporaneamente per due grandi eventi storici: l’Unità d’Italia e l’inizio della Guerra Civile americana. Non intendo aprire qui un dibattito storico su quei grandi eventi, ma vorrei solo fare un’analisi di come gli storici e la società civile dei due Paesi affrontano, a 150 anni di distanza, l’eredità del proprio passato. Se sulla sponda americana dell’Atlantico ormai tra le due parti (Nord e Sud) si è consumata una completa pacificazione malgrado gli oltre 600.000 morti che hanno insanguinato il Nuovo Mondo, nel nostro paese non si può ancora analizzare il processo unitario con freddezza e razionalità. Questo a causa dell’ideologia”.
“Un’ideologia centralista – continua Rixi – che pretende un totale appiattimento sulle posizioni unitariste relegando i cosiddetti revisionisti a ruolo di goliardi piantagrane ostili alla cultura di massa. E’ un crimine dire che prima dell’Unità d’Italia la marineria ligure era una delle prime al mondo e che dopo l’Unità si è annichilita? E’ storicamente sbagliato dichiarare che il cosiddetto ‘brigantaggio meridionale’ in realtà è stata una rivolta contadina mirante alla restaurazione del Regno delle Due Sicilie? E’ falso dire che prima dell’Unità il fenomeno mafioso era un fastidio trascurabile e che con lo Stato Italiano è diventato un cancro mortale? E’ un crimine dichiarare apertamente che la feroce repressione firmata Casa Savoia e Stato Italiano ha provocato oltre 260.000 morti meridionali, per lo più contadini analfabeti? E’ sbagliato ritenere, alla luce di questi fatti storici e di mille altri elencabili che, per tutto il paese da Trento a Lampedusa, l’Unità d’Italia è stata un male più che un bene?”.
“L’America è riuscita a fare i conti col suo sanguinoso passato grazie ad un dibattito a tratti feroce ma sempre razionale e trasparente, noi finché saremo un regime centralista dispensatore di un’unica verità assoluta non saremo mai un popolo (anzi dei popoli) in pace con la propria coscienza. E uno dei modi migliori per chiudere i conti coi nostri sanguinosi trascorsi è trasformare l’Italia in una Repubblica Federale, affinché diventando padroni a casa nostra si possa finalmente guardare al futuro liberandoci dai fantasmi del passato”.