
Albenga. Anche per oggi udienza slittata a Varanasi, in India, dove l’albenganese Tomaso Bruno è detenuto con l’accusa di omicidio insieme alla compagna di viaggio Elisabetta Boncompagni. Il testimone chiamato a deporre non si è presentato, così è scatatato l’aggiornamento dell’udienza a mercoledì prossimo. Domani, infatti, il processo subirà un altro giorno di rinvio per indisponibilità del teste.
Nel frattempo, i genitori del giovane Tomaso sono rientrati ad Albenga. Euro Bruno e Marina Maurizio hanno ricevuto rassicurazioni dall’ambasciatore Giacomo Sanfelice e dal console Laura Carpini. “Ci hanno fornito garanzie sul buon andamento del processo – spiegano – anche se ormai sembra quasi scontato che non finirà entro il 29 gennaio, ovvero entro i termini imposti dalla Corte Suprema Indiana”.
“Durante le ultime udienze, gli avvocati stanno ribaltando la tesi d’accusa, attualmente sostenuta esclusivamente dal documento dell’autopsia effettuata sul corpo di Montis che parla di morte per asfissia per strangolamento” sottolineano i coniugi Bruno.
“Attraverso i nostri avvocati abbiamo scoperto che l’autopsia non era stata compiuta da un medico specializzato ma addirittura da un medico oculista – aggiungono – Tale esame, invece, secondo l’ordinamento giuridico dovrebbe essere compiuto da tre medici, mentre l’esame autoptico sul corpo del giovane Francesco Montis in realtà è stato compiuto da un solo medico e quindi dovrebbe essere dichiarato illegittimo”. I coniugi Bruno torneranno in India prima di marzo.