
Savona. “Oggi la Conferenza dei Servizi si è conclusa con un punto a favore della Regione e degli Enti Locali. Non si è chiuso il procedimento relativo al progetto presentato da Tirreno Power e l’azienda ora dovrà presentarne uno nuovo impegnandosi a tenere limiti di inquinamento sensibilmente più bassi rispetto agli inquinanti previsti dalla legge. Anche il Ministero dell’Ambiente è stato costretto a rivedere le proprie posizioni iniziali di fatto riconoscendo le ragioni che avevano indotto la Regione e gli enti locali ad esprimersi negativamente sul progetto e a ricorrere al Tar” ha detto Giovanni Lunardon vice segretario regionale Partito Democratico
“Il PD ligure ribadisce con forza che l’unico modo per uscire dalla contrapposizione tra ragioni della salute e dell’ambiente e ragioni del lavoro è quello di proporre non un compromesso al ribasso e neppure un atto di forza ma un nuovo patto per uno sviluppo intelligente che faccia i conti fino in fondo con l’ambiente e con la salute dei cittadini. Il nostro territorio non può permettersi né una situazione peggiorativa o anche solo di stallo rispetto alla situazione attuale per quanto riguarda gli impatti sull’ambiente e sulla salute generati dalle attività di Tirreno Power, né un progressivo disimpegno dell’azienda rispetto al territorio” prosegue Lunardon.
“Battuto l’approccio unilaterale seguito fin qui da Tirreno Power ora si deve aprire un confronto con la Regione e gli enti locali che subordini l’intervento e le sue modalità a chiari obiettivi di carattere ambientale e di salute. Creiamo le condizioni affinché l’azienda orienti i propri investimenti non su un gruppo nuovo da aggiungere ai due gruppi attuali (obsoleti), ma sul rifacimento totale dei due gruppi esistenti, e che tale intervento garantisca in modo certo e verificabile che il risultato finale di questa operazione sia una centrale in cui i due nuovi gruppi nel loro nuovo ciclo produttivo (25 anni) inquinino di meno rispetto alla quota di inquinamento che la centrale stessa è destinata a produrre nei prossimi 10 anni (il tempo di vita residuo ai fini dell’ammortamento dei due attuali gruppi). Inoltre il “tetto” di emissioni dovrà essere frutto di un percorso condiviso tra istituzioni locali e azienda nell’interesse primario della salute dei cittadini”.
“Facciamo in modo che il livello di potenza dei due gruppi sia ragionato e quindi stabilito e condiviso in ragione del precedente obiettivo della salute dei cittadini, e quindi sia considerato a tutti gli effetti una variabile dipendente non soltanto dai fattori produttivi ma dai miglioramenti ambientali richiesti e sostenibili dal territorio e che Tirreno Power si impegni a concordare con Regione e enti locali un programma di investimenti in energie rinnovabili in particolare nella provincia di Savona, programma che dovrà collegarsi con le realtà già esistenti e ulteriormente sviluppabili che si occupano di rinnovabili nel nostro territorio (a partire da Ferrania)” conclude Lunardon.