“Caro Babbo Natale ,
nonostante il brutto tempo è’ stato possibile, in questi giorni che preludono alle festività natalizie, incontrare molti colleghi amministratori anche solo per uno scambio di auguri. Le poche parole che velocemente si fanno portano con sé una velata aria di amarezza e delusione , che ciascuno si carica in proprio. Si avvertono nell’aria una profonda insofferenza della politica nei confronti dei piccoli Comuni, quasi un fastidio da cui affrancarsi in fretta . E quindi verso di essi non si esimono di conseguenza azioni che ai deboli appaiono come ostili . Un’avversione di cui non se ne capisce il motivo”.
“Chi più addentro alla macchina politica, per ruolo o “interesse” cerca di risollevare il proprio sconforto o credibilità dicendo “ è la politica nazionale che vuole questo” altri , più regionalisti, distinguono per una contesa tra una Regione avara con la Provincia ecc.., nel mezzo, come al solito, rimangono quelli ritenuti i più deboli , quelli che debbono arrancare non solo nella gestione quotidiana ma anche nei rapporti con gli Enti Superiori. Chi ha compiti di responsabilità ostenta sicurezza e mostra convincimento ma, ahimè, il panorama è assai incerto”.
“Allora, caro Babbo Natale, Tu che sai fare di conto, a te che non sfugge che la somma degli stipendi del personale di un intero piccolo Comune è probabilmente inferiore a quello di un dirigente, e che il grande territorio dei piccoli Comuni, con le sue piccole luci, è ancora ciò che di naturale è rimasto, poni sotto l’albero solo un po’ di modestia e buonsenso. Null’altro Ti chiediamo. Non abbiamo pretese. D’altronde tu ci conosci”.
Il sindaco di Giustenice
Ivano Rozzi