
Savona. Non vuole commentare le parole del segretario provinciale del Pd Livio Di Tullio che lo invita a dimettersi in merito al rinvio a giudizio per il caso firme false del Popolo della Libertà, raccolte durante le ultime elezioni provinciali di Savona.“Non parlo con Di Tullio e non mi interessa” dice in maniera secca il numero uno della Provincia di Savona. Sul suo blog Vaccarezza ha ribadito che si aspettava questa decisione e che “sarà il Tribunale a stabilire ciò che è avvenuto realmente”.
“Desidero ribadire, che la richiesta da parte del Procuratore di rinvio a giudizio non è ancora un rinvio a giudizio. Di sicuro c’è il fatto che il Procuratore ha formulato questa richiesta e, immediatamente, questa è diventata pubblica nel momento in cui è stata protocollata Ciò mi conferma che la riservatezza e il diritto alla tutela degli indagati siano davvero valori assoluti in questa terra, soprattutto se si tratta del Presidente della Provincia. Reputo quindi questo fatto scandaloso e resterà prescindere da tutto il resto” scrive Vaccarezza.
Parlando di firme false Vaccarezza però tira in ballo anche il partito democratico: “Alcuni anni fa un gruppo piuttosto nutrito di amministratori del Partito Democratico è stato indagato per aver apposto ed autenticato firme false su liste elettorali. Tra questi amministratori figuravano attuali consiglieri e assessori comunali di Savona, oltre all’ex segretario provinciale del PD Giovanni Lunardon.In quel caso però sia l’apposizione di firme false, sia l’autentica di liste con nomi di persone che non erano mai venute a firmare, pur accertate e provate, sono state rubricate dalla magistratura con l’ipotesi di reato di violazione della privacy”.
“Quindi le cose sono due: o il codice penale in questi ultimi anni è cambiato, oppure io dovrei cambiare partito… è evidente che io non cambierò partito. La scelta tra dignità e tranquillità l’ho fatta tanti anni fa: ho scelto la dignità. Se avessi scelto la tranquillità oggi sarei indagato per violazione della privacy, sicuramente assolto e magari anche Vice Segretario Regionale del Partito Democratico… Insomma due pesi, due misure” conclude Vaccarezza.